L'ex calciatore Dario Marcolin è stato intervistato nelle scorse ore ai microfoni di Tuttomercatoweb e parlando di Juventus e Milan ha detto: "Quando mancavano 4-5 giornate alla fine, tutte e due avevano il destino nelle proprie mani. Milan e Juventus si sono rovinate da sole, la Juve in due partite, mentre il Milan ha iniziato a mostrare dei difetti già da prima".

Inter, Marcolin applaude Chivu: 'Era la squadra più forte ma non sottovalutiamo il lavoro di Chivu'

Parlando poi dei campionati d'Italia, Marcolin ha aggiunto: "L'Inter era la squadra più forte, ma questo non sottovaluta il lavoro di Chivu".

Secondo Marcolin, il principale merito del tecnico rumeno è stato quello di trasmettere alla squadra un forte senso di appartenenza, riuscendo a coinvolgere il gruppo nei propri principi e nella propria visione calcistica. A suo giudizio, i giocatori hanno recepito immediatamente il messaggio dell’allenatore, seguendolo con convinzione. Pur mantenendo la struttura tattica del 3-5-2 già utilizzata in precedenza, il tecnico nerazzurro avrebbe introdotto importanti novità, rendendo la squadra più aggressiva in fase di pressione, più verticale nello sviluppo della manovra e maggiormente dinamica grazie ai continui movimenti e alle rotazioni degli interpreti offensivi. Marcolin ha inoltre sottolineato come il successo non dipenda esclusivamente dalla qualità della rosa, evidenziando il forte legame emotivo che Chivu ha sempre avuto con l’ambiente interista e che è riuscito a trasferire anche ai propri calciatori.

Italia, chi per Marcolin sarebbe l'erede di Gattuso

Parlando invece del futuro della Nazionale italiana, Marcolin ha indicato in Mancini e Conte i profili più adatti per la panchina azzurra. In particolare, ha espresso una preferenza per Mancini, ricordandone il prestigioso percorso internazionale culminato con la conquista del Campionato Europeo. Secondo l’ex centrocampista, l’allenatore marchigiano possiede l’esperienza, la credibilità e le competenze necessarie per avviare un nuovo ciclo vincente. Inoltre, ha evidenziato come Mancini sia stato tra i primi commissari tecnici a puntare con decisione sui giovani talenti, una caratteristica che lo renderebbe particolarmente adatto a guidare una fase di ricostruzione. Marcolin ha infine osservato come numerose squadre, nei momenti di rilancio e rinnovamento, abbiano scelto di affidarsi proprio all’ex CT azzurro.