"Autostrade deserte sui confini del mare" canta Antonello Venditti nella sua bella "Alta marea", rievocando alla mente un tipo di strada su cui tutti viaggeremmo volentieri: senza traffico e con un panorama mozzafiato. Purtroppo però noi italiani dobbiamo fare i conti con tutt'altro genere di autostrade, magari a due corsie, intasate al casello (anche se la crisi e la diffusione dei Telepass hanno ridotto questo problema), con autovelox assurdi utili solo a spillarci soldi e automobilisti indisciplinati che mettono in pericolo col loro atteggiamento la vita degli altri (vedi quelli che tagliano la strada o fanno sorpassi azzardati).

Proprio sabato scorso, sulla A1, sono morte sei persone in un incidente, riportando in auge il problema delle autostrade pericolose. Il Corriere della sera ha ripreso un'indagine dell'Automobile club Italia (meglio conosciuta con l'acronimo ACI) che fa una poco lusinghiera classifica delle autostrade più pericolose e dove avvengono il maggior numero di incidenti mortali.

Al primo posto troviamo l'Adriatica, che parte da Padova e raggiunge Otranto. Un'autostrada pericolosa perché per lunghi tratti è in rettilineo e dove si raggiungono anche alte velocità, portando l'autista a una facile distrazione.

Al secondo posto c'è l'Aurelia che collega Roma alla Liguria (quasi ai confini francesi) passando per la Toscana. Al terzo la via Emilia che congiunge Milano a Rimini attraversando l'Emilia Romagna. Fuori dal podio, troviamo altre autostrade non meno pericolose. Al quarto posto c'è la Padana Superiore, mentre al quinto la via Appia. Al sesto posto troviamo l'Abetone-Brennero, al settimo la Padania inferiore.

All'ottavo posto la Tirrenia inferiore.

Mentre al 9° l'Autostrada Pontetebbana. Chiude questa macabra classifica la Porto di Taranto che va dalla Puglia fino a Reggio Calabria. Quasi tutte le autostrade sono del centro-nord dunque e sorprende l'assenza della tanto vituperata Salerno-Reggio Calabria. Ma ancora peggio va per le strade statali secondarie, dove l'indice di mortalità è perfino il doppio di quello delle autostrade: 3,99, essendo stati i morti oltre mille su oltre 29mila incidenti.

Lì molto c'è da fare, soprattutto sulla segnaletica, sovente assente o mal posizionata.

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