Le indagini sul caso Elena Ceste al 28 novembre 2014 proseguono con l'analisi dei tabulati telefonici, che nelle moderne inchieste sono un elemento di primaria importanza. La novità è che si è appreso che la donna utilizzava spesso il telefono cellulare della figlia per messaggiare (allo scopo di eludere i "controlli" del marito?). Proprio dall'analisi di essi potrebbero emergere particolari importanti per le indagini e tracce dello stato d'animo della signora.



Molte le contraddizioni in cui è caduto Michele Buoninconti, 44enne vigile del fuoco marito dell'analista chimica originaria di Torino finita al centro di diverse trasmissioni televisive dedicate a indagini su persone scomparse.

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Manca però la prova decisiva, ad esempio l'arma del delitto, che molto probabilmente non sarà trovata in quanto la signora secondo i rilievi dell'autopsia è stata uccisa mediante strangolamento o comunque asfissia.

E' quindi sul movente del delitto che deve focalizzarsi l'attività investigativa degli organi inquirenti.

Il mistero del cane di famiglia

Una domanda alla quale sarà bene dare una risposta ai fini delle indagini è la seguente: come mai il marito si è preoccupato di "liberarsi" del cane di famiglia, che in quella delicata fase avrebbe dovuto essere l'ultimo dei suoi pensieri? Alcuni hano l'impressione che quell'animale potesse rappresentare un pericolo potenziale. Forse per il timore che potesse trovare il corpo della donna riconoscendone l'odore? Non ci sono ovviamente le prove di questa mera supposizione ma, ripeto, nel momento in cui un padre di famiglia non trova più sua moglie e non sa che fine abbia fatto il pensiero di dare altra sistemazione al cane dovrebbe essere davvero l'ultimo a passare per la sua testa.

Il mistero dei vestiti di Elena Ceste

Altro mistero è rappresentato dai vestiti rinvenuti in cortile, secondo quanto dichiarato da Buoninconti, che sono però risultati misteriosamente asciutti nonostante la notevole umidità di quella drammatica mattinata. A questo punto la grande domanda alla quale è necessario rispondere è perché Elena Ceste era nuda o forse perché è stata spogliata? Un'ipotesi è che l'assassino avendo in animo di occultare il corpo in un luogo dove si sarebbe totalmente decomposto non voleva lasciare agli inquirenti la possibilità di identificarlo con facilità attraverso i riconoscibilissimi indumenti. E' un'ipotesi che appare verosimile, anche perché nessuno crede che quel giorno Elena Ceste possa essere davvero uscita di casa nuda senza essere notata.

Le parole della vicina di casa

Al 28 novembre 2014 molto importante sembrano le parole della vicina, la quale afferma che il marito teneva Elena troppo "sottomessa". Incredibile ma vero: per uscire di casa Elena Ceste doveva avere il consenso del marito. Novità emergono dalle indagini sul telone verde (di quelli usati nelle serre) che è stato rinvenuto vicino al corpo della donna. Su di esso sono emerse tracce biologiche di una persona sconosciuta e non, come qualcuno pensava, di Michele. Perché questo telone si trovava in quel canale? Solo un caso?