Si chiama Michaël Dos Santos e faceva parte dei carnefici del raccapricciante video che mette in scena la decapitazione dei soldati siriani e che mostra la testa dell'americano Peter Kassig in una macabra messa in scena. In realtà tutti i jihadisti apparsi nel video erano a viso scoperto e poiché, secondo le autorità francesi, fra di loro sono stati riconosciuti non solo francesi ma anche un ceceno, un belga, un americano, un britannico sembra chiaro che il messaggio sia che ormai l'ISIS è infiltrata anche in occidente.

Come il normanno Maxime Hauchard, il primo ad essere riconosciuto, Michaël Dos Santos si è convertito all'Islam da adolescente.

Ora ha 22 anni e viene da una famiglia portoghese cattolica residente a Champigny-sur-Marne, non lontano da Parigi. Quattro anni fa sua mamma, senza notizie, aveva avvertito le autorità. In effetti, a seguito di una retata di jihadisti avvenuta nel 2013 nella regione, l'appartenenza del ragazzo al gruppo terrorista era stata confermata ma ormai Michaël era partito per la Siria dove ha preso il nome di battaglia Abou Othman.

Come dimostra il suo profilo Twitter, utilizzato sotto il suo nome di battaglia, ha partecipato a molte azioni violente. Ha pubblicato foto raccapriccianti compresa una in cui appare la foto di un uomo decapitato, la testa appoggiata alle ginocchia, sulla quale il jihadista ha scritto "se vuoi riuscire a fare come lui, combatti lo Stato Islamico". Ha posato con diversi cadaveri anche tenendo in mano la testa delle sue vittime.

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Immagini scioccanti non solo per la loro violenza ma anche per il folle senso dell'umorismo che vogliono trasmettere con battute di dubbio gusto. Aveva anche partecipato all'appello alla Jihad, chiamando i suoi "fratelli che vivono in Francia" ad "uccidere qualunque civile".

Secondo la Procura della Repubblica, i francesi coinvolti in attività jihadiste sarebbero 1132. Circa 500 sarebbero quelli partiti per combattere, gli altri hanno ruolo di supporto, di fabbricazione di falsi documenti o ancora di reclutamento. Il 23% di questi non è cresciuto nella cultura musulmana ma si è convertito, spesso irretito tramite i social network.