Fase delicata nell'ambito dell'inchiesta rivolta all'individuazione del responsabile della morte di Elena Ceste di Costigliole d'Asti. La donna, di 37 anni, fu ritrovata morta in un canale durante alcuni lavori di bonifica ambientale. Il canale si trova a meno di un chilometro dall'abitazione della famiglia Buoninconti/Ceste.



Se avete seguito lo sviluppo delle indagini, sapete che il principale sospettato è il marito della donna e cioè Michele Buoninconti, vigile del fuoco di professione, di anni 44, descritto da chi lo conosce bene come un uomo particolarmente geloso della moglie. Michele Buoninconti è originario del sud. Secondo la stampa specializzata non va però del tutto trascurata la pista del killer solitario.

L'assassino quindi potrebbe essere un uomo che Elena Ceste conosceva. Mancano quindi, almeno per ora, prove decisive contro Michele Buoninconti, anche se vi sono degli indizi dati da alcuni suoi comportamenti bizzarri, che potrebbero però essere spiegati col trauma psicologico subìto dall'uomo dopo l'improvvisa sparizione della giovane consorte. E' ormai di dominio pubblico che Elena Ceste utilizzava la chat del noto socialnetwork facebook per dialogare con alcuni conoscenti, che in taluni casi sono risultati essere ex fidanzati o vecchi compagni di scuola. Si è lungamente sospettato che proprio in tali mesaggi di chat si nascondesse il segreto della sua morte. Un gruppo di amici ha formato un Comitato allo scopo di tutelare l'onorabilità e la buona reputazione di questa madre di famiglia che, secondo i rilievi dell'esame autoptico, non aveva assunto alcuna sostanza particolare prima della morte: né farmaci, né alcol, né sostanze psicotrope.

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Il caso Elena Ceste rimane dunque ancora da risolvere. Vi ricordiamo che il corpo della donna è stato trovato privo di vestiti e degli occhiali da vista, che sono stati lasciati in casa. E' ovviamente da escludere che la donna sia uscita volontariamente di casa nuda nonostante il freddo e per giunta senza gli occhiali capaci di correggere il suo deficit visivo. E' inoltre inverosimile che nessuno abbia visto la donna uscire di casa quel mattino in quelle singolari condizioni. Il caso Elena Ceste è ancora aperto. Nelle prossime settimane ne sapremo di più.