Ci sono nuovi sviluppi nelle indagini sul caso di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate trovata morta nel 2010, dopo essere stata ferita. Gli esami sul cadavere della ragazzina sono stati effettuati dall'Università di Pavia. Nonostante le indagini sul caso di Yara stiano proseguendo a ritmo serrato, gli inquirenti non sono ancora arrivati alla soluzione. Ma la novità è che Massimo Bossetti, accusato di avere assassinato la tredicenne, possa avere un alibi.

Caso Yara Gambirasio, le ultime news: i peli trovati sul cadavere della tredicenne e sul furgone non sono di Massimo Bossetti

Il pm Letizia Ruggeri è infatti giunta ad una corposa relazione dell'Università di Pavia, che riguarda l'analisi compiuta sulle tracce pilifere trovate sul cadavere di Yara e sul furgone del carpentiere.

Ebbene, è emerso che i peli non sono di Massimo Bossetti. Gli inquirenti hanno quindi compiuto un un nuovo passo verso la chiusura delle indagini a carico dell'uomo accusato di avere ucciso Yara Gambirasio, il quale si è sempre dichiarato innocente. Ma non è tutto: Claudio Salvagni, avvocato di Bossetti, rivela di avere un testimone che potrebbe rivelarsi decisivo nella difesa del suo assistito.

Elena Ceste, le ultime news: gli inquirenti stanno valutando l'ipotesi che sia stata uccisa da un killer sconosciuto

Per quanto riguarda invece il caso di Elena Ceste, la vicenda rischia l'archiviazione. Gli inquirenti, infatti, si trovano di fronte ad un bivio: chiudere il caso oppure avviare un processo indiziario contro l'unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, il marito della donna, Michele Buoninconti.

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Ma finora sono emerse prove che possano incastrare il quarantaquattrenne vigile del fuoco. E' per questo che negli ultimi giorni si è fatta strada l'ipotesi che ad uccidere la trentasettenne mamma di Costigliole d'Asti possa essere stata un killer sconosciuto, molto probabilmente qualcuno che avrebbe avuto una relazione con Elena Ceste. L'assassino si sarebbe introdotto di nascosto in casa nella notte tra il 23 ed il 24 gennaio. Secondo il sito "Urbanpost", il killer potrebbe essere stato pagato dagli amici che Elena Ceste aveva conosciuto in casa. In questo caso, la vicenda di Elena Ceste sarebbe molto simile a quella di Gilberta Palleschi, la professoressa inglese di Sora assassinata lo scorso 1 novembre. Specifichiamo comunque che tale tesi non è stata ancora confermata: bisogna dunque attendere gli sviluppi delle indagini.