Mercoledì riparte Charlie Hebdo, il settimanale satirico che una settimana fa era stato preso nel mirino dei terroristi. Dopo la strage del 7 gennaio, in cui 12 redattori hanno visto la morte e 11 persone sono state ferite gravemente, la redazione del giornale riparte in maniera speciale con un nuovo numero. La rivista, la cui nuova copertina ha già fatto scalpore, ripartirà con la pubblicazione di tre milioni di copie tradotte in 16 lingue diverse. Il titolo "Tout est pardonné" racchiude lo spirito del giornale.

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Le pagine, che conterranno diverse vignette satiriche inerenti all'accaduto, sono soltanto otto, ovvero metà di quelle che solitamente venivano realizzate.

Esse spazieranno dalla politica alla religione, ma si incentreranno principalmente sulla figura di Maometto e sulla religione musulmana. Proprio in vista della prima copertina del numero commemorativo, infatti, è stata scelta la vignetta del disegnatore Luz che raffigura un Maometto piangente, munito di un cartellino con su scritto: "Je suis Charlie". 

Tale decisione ben si addice alla linea di pensiero di Charlie Hebdo, che è da sempre nota per le sue forti provocazioni. Stando alle parole del nuovo direttore Gérard Biard, il numero che andrà in stampa mercoledì ha lo scopo di commemorare le vittime della strage senza "essere piagnucoloni". Nonostante tanto coraggio, però, il vignettista Luz che è scoppiato in lacrime durante una conferenza stampa al suo "Ho disegnato un Maometto che piange e ho pianto anch'io", ha commosso il mondo. 

Un grande spirito solidaristico si sta levando per risollevare le sorti di Charlie Hebdo.

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A distanza di una settimana sono già arrivati oltre 500 mila euro di aiuti e diverse testate giornalistiche straniere, come ad esempio "Il Fatto Quotidiano", pubblicheranno in allegato il nuovo numero del settimanale destinando il ricavato ai "cugini francesi". Si spera, comunque, che la stessa, tragica, sorte non tocchi anche ad un'altra rivista satirica francese: Canard Enchainé. Essa, infatti, ha dichiarato di aver ricevuto minacce terroristiche all'indomani dell'attentato avvenuto nella sede di Charlie Hebdo.