Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è stato condannato ad un anno di reclusione, con sospensione della pena, per abuso d'ufficio nell'ambito della vicenda legata al progetto di realizzazione di un termovalorizzatore a Salerno. La sentenza del Tribunale di Salerno prevede anche la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. La documentazione relativa alla condanna di De Luca, sarà ora trasmessa al Ministero degli Interni per l'applicazione della Legge Severino, che prevede la sospensione dalla carica di sindaco.

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De Luca condannato: l'inchiesta sul termovalorizzatore

La vicenda risale al 2008 quando, nel pieno dell'emergenza rifiuti che attanagliava Napoli e i comuni limitrofi, il sindaco di Salerno si offrì di trovare sul territorio del proprio comune un sito per la realizzazione di un termovalorizzatore.

Nello specifico, i giudici della Seconda Sessione Penale del Tribunale di Salerno, hanno ravvisato a carico di De Luca un abuso d'ufficio nella nomina a Project Manager del suo capo staff, Alberto Di Lorenzo, anch'egli condannato a un anno, che non aveva i titoli per ricoprire quell'incarico.

De Luca: 'Ma io non mollo'

Dopo la notizia della condanna, Vincenzo De Luca ha affidato ad un messaggio sul suo profilo Facebook il suo commento: "Io non ho nessuna intenzione di mollare nulla. Da oggi comincia una grande battaglia di civiltà", prospettando una ripetizione della vicenda che, pochi mesi fa, aveva visto protagonista il sindaco di Napoli, Gianni De Magistris. De Luca auspica che la sua vicenda sia assunta come l'occasione per una battaglia di civiltà "a difesa delle persone perbene, degli amministratori che dedicano una vita al bene pubblico, e sono costretti a vivere un calvario".

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La condanna per abuso d'ufficio si basa, secondo il sindaco di Salerno sulla tesi, sostenuta dall'accusa, che bisognava nominare un coordinatore e non un Project Manager, una figura non in uso nella pubblica amministrazione. Figura che invece, sostiene De Luca, sono equivalenti sia per le funzioni svolte per il compenso, 8.000 euro lordi per 18 mesi di lavoro. La sentenza, pur prevedendo la sospensione dalla carica di sindaco, contro la quale De Luca ricorrerà al Tar, non avrà comunque ricadute sulla candidatura alle prossime elezioni regionali, per le quali il sindaco salernitano sembra essere favorito nel ruolo di sfidante per il centrosinistra contro il governatore uscente Stefano Caldoro. Rimangono da verificare gli effetti, intesi come spostamenti di alleanze, che la condanna di De Luca produrrà sulle faide interne al PD campano.