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Dopo diverse variazioni di orario, l'atteso incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è durato più di un'ora. Questa volta, per evitare polemiche e situazioni scomode, i due si sono incontrati a Palazzo Chigi. Con le vecchie promesse fatte all'epoca del Patto del Nazareno, i leader del Pd e Forza Italia si sono concentrati sull'elezione del nuovo presidente della Repubblica [VIDEO], che prenderà il via con la prima votazione il 29 gennaio in seduta comune del Parlamento.

Nuove strategie

È stato un fine settimana inteso per il vecchio leader di Forza Italia, che proprio non ne vuole sapere di andare in pensione e ritirarsi a vita privata.

Anzi, la scorsa domenica Berlusconi ha avuto l'illuminazione: una nuova intesa con il leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano, potrebbe rivelarsi la soluzione per uscire vincenti alle elezioni del presidente della Repubblica. Il rischio che il nome del nuovo capo di Stato sia scelto tra gli esponenti del Pd è infatti dietro all'angolo e va bloccato. Anche a costo di dimenticare rancori e differenze politiche.

Fratture del Pd

Anche per Renzi non sarà compito facile accontentare tutti. All'interno del suo partito una minoranza insiste sul nome di Romano Prodi come prossimo presidente della Repubblica, nella speranza di poter contare su un'alleanza con il Movimento 5 Stelle. Un'ipotesi che per Berlusconi resta inconcepibile.

Legge elettorale

La scelta del Quirinale dipende direttamente da quanto e come avanzeranno le riforme istituzionali.

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Soprattutto quella che riguarda la nuova legge elettorale e che resta il motivo principale di scontro tra una parte del Pd, Renzi e Berlusconi per motivi che sembrano coinvolgere ben poco l'elettorato.

Scenari futuri: l'analisi di Andrea Camaiora

Per il giovane giornalista e spin doctor Andrea Camaiora, al di là delle smentite, è evidente come Berlusconi e Renzi abbiano parlato della presidenza della Repubblica. "Vedremo dopo il 29 con quali esiti", ha aggiunto. L'autore di "Il brutto anatroccolo. Moderati: senza identità non c'è futuro" (Edizioni Lindau), sostiene che "per adesso vi sono due scenari di cui tenere conto. Il primo è quello che porta Pier Ferdinando Casini al Colle e che troverà l'ostilità più feroce della sinistra Pd, ma che riporterebbe al Quirinale un cattolico dopo sedici anni di interruzione della prassi che vedeva l'alternanza tra cattolici e laici".

"Il secondo - continua Camaiora - potrebbe vedere l'elezione a sorpresa del presidente del Senato, il magistrato Pietro Grasso, ma sarebbe possibile solo se si verificasse uno scenario come quello, fosco, che rese possibile l'ascesa di Oscar Luigi Scalfaro". Secondo l'analista, "al posto della tragica morte di Falcone, potrebbero esservi questa volta clamorose inchieste che potrebbero travolgero il mondo politico a ridosso delle convocazioni del parlamento in seduta comune".