Proseguono senza sosta le indagini per scoprire la verità sul caso di Elena Ceste, la mamma di Costigliole d'Asti scomparsa un anno fa e trovata morta lo scorso 18 ottobre, nei pressi di un canale di scolo situato a soli ottocento metri dalla sua abitazione. Michele Buoninconti, il marito della donna, si trova ancora rinchiuso nel carcere di Quarto d'Asti, dopo che è stato arrestato lo scorso 29 gennaio con l'accusa di avere ucciso Elena Ceste e di averne occultato il suo cadavere. Il quarantaquattrenne vigile del fuoco continua a ribadire di essere assolutamente innocente, ma ogni giorno emergono notizie che aggraverebbero la sua posizione. Le ultime news, infatti, riguardano le avances che Michele Buoninconti ha fatto ad una giornalista del settimanale "Giallo" che si è occupata a fondo del caso di Elena Ceste.

La reporter ha raccontato nel dettaglio quello che le è successo. 

La testimonianza shock della giornalista del settimanale "Giallo"

La reporter del settimanale "Giallo" ha rivelato che Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste che ora si trova in carcere con l'accusa di avere ucciso la moglie, le inviava messaggi da parecchio tempo e che tentava approcci diretti con lei. Ma la giornalista ha raccontato anche un fatto di cui prima non aveva mai parlato: ha infatti affermato che Michele Buoninconti la invitò a pranzo a casa sua e che lei accettò.

La giornalista, dunque, avrebbe pranzato nella casa di Elena Ceste, insieme a suo marito ed ai suoi figli e ha raccontato alcuni dettagli davvero inquietanti. La donna, infatti, quel giorno, sarebbe stata spesso messa in imbarazzo dal quarantaquattrenne vigile del fuoco, che le avrebbe rivolto numerose domande fuori luogo, facendo continui paragoni con la moglie. Inoltre, la reporter ha raccontato che Michele le chiese anche di aiutarlo a lavare i piatti dopo il termine del pranzo.

La giornalista ha, infine, aggiunto un particolare assolutamente da non sottovalutare, dato che ha affermato che nell'abitazione di Michele Buoninconti non c'era nessuna foto di Elena Ceste. Intanto, il Tribunale del Riesame di Torino ha escluso l'aggravante della premeditazione. 

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