Sembra che l'orrore non abbia fine, dopo le molte immagini filmate che provengono dagli scenari di guerra in cui è attore protagonista il califfato islamico, sembra ci sia qualcosa d'altro. Ci sarebbe un seguito alle decapitazioni ed alle altre uccisioni di antagonisti al gruppo. Secondo l'ambasciatore iracheno presso le Nazioni Unite, Mohamed Alhakim, che martedì ha effettuato un'interrogazione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, il gruppo dello Stato islamico sta usando espianti di organi per finanziare le sue operazioni di guerra.

Ha inoltre detto ai giornalisti che nelle ultime settimane sono stati ritrovati corpi con chiare incisioni chirurgiche e reni ed altri organi mancanti, sepolti in fosse comuni poco profonde: "Abbiamo questi corpi, venite ad esaminarli! Si può vedere chiaramente che mancano alcune parti." L'ambasciatore ha anche detto che a Mosul sarebbero stati "giustiziati" una dozzina di medici per essersi rifiutati di partecipare agli espianti di organi.

Alhakim ha informato quindi il Consiglio della generale situazione in Iraq ed ha accusato lo Stato islamico di "crimini contro l'umanità e genocidio" nei confronti di alcuni gruppi etnici.

L'inviato delle Nazioni Unite uscente, Nikolay Mladenov, ha detto al Consiglio che 790 persone sono state uccise a causa del terrorismo e dei conflitti armati nella zona. Sono state considerate le crescenti segnalazioni che i jihadisti stiano usando l'espianto di organi come metodo di finanziamento, ma ha detto solo che "è molto chiaro che le tattiche utilizzate dall'Isis per reperire fondi stiano aumentando e variando giorno per giorno."

Secondo l'inviato, l'obiettivo più urgente dell'Iraq è quello di riconquistare il vasto territorio che il Gruppo islamico ha sequestrato lo scorso anno. I militanti sunniti passati al califfato hanno sequestrato un terzo delle zone sia in Iraq che in Siria ed imposta la severa legge della Sharia. Mladenov ha aggiunto inoltre: "È preoccupante soprattutto il crescente numero di segnalazioni di attacchi effettuati per vendetta, commessi in particolare contro membri della comunità sunnita in aree liberate dal controllo Isis."