Non si ferma l'orrore dell'Isis, che continua a spargere terrore e sangue. E' stato infatti decapitato l'ostaggio giapponese, il giornalista freelance Kenji Goto. La notizia è stata diffusa dal sito statunitense Site e arriva ad una settimana esatta dall'uccisione dell'altro ostaggio giapponese nelle mani dell'Isis, il contractor Haruna Yukawa. Il video shock della decapitazione è stato diffuso su Twitter e l'autore dell'esecuzione è ancora una volta il jihadista John, il quale nel video si rivolge provocatoriamente al governo del Giappone, in particolare al premier Shinzo Abe: "Siamo assetati del vostro sangue.

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Questo coltello non solo sgozzerà Kenji, ma causerà carneficine ovunque voi siate. L'incubo per il Giappone è appena iniziato". Secondo il ministro della Difesa del Giappone il video è autentico. L'Isis aveva inizialmente chiesto duecento milioni di dollari per la liberazione di Haruna Yukawa e di Kenji Goto, ma poi aveva cambiato la richiesta, esigendo la scarcerazione della terrorista Sajida Al Rishawa, che si trova confinata in Giordania.

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Alcune fonti d'informazione avevano diffuso la notizia (falsa) che lo scambio di prigionieri fosse riuscito. Non è stato così. Nonostante i reiterati appelli del Giappone e della madre dell'ostaggio, il reporter Kenji Goto, l'Isis ha deciso di spargere altro sangue innocente. 

Il Giappone protesta contro il premier Shinzo Abe, accusato di non avere fatto nulla per evitare l'uccisione di Kenji Goto

Il Giappone è sotto shock. Ieri pomeriggio, parte della popolazione ha protestato vivacemente contro il premier Shinzo Abe, accusato di non avere fatto nulla per salvare il giornalista freelance catturato e poi ucciso a freddo dai terroristi dell'Isis.

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Alcune centinaia di persone hanno protestato davanti all'ufficio del primo ministro. "Abe, Kenji Goto è morto per colpa tua", si legge nei cartelli della manifestazione; "Kenji Goto, rimarrai vivo nella nostra memoria", è invece la dedica al reporter decapitato.  Parte dell'opinione pubbica giapponese accusa il premier Shinzo Abe di avere voluto l'uccisione dei due ostaggi, al fine di ottenere la maggioranza per cambiare la Costituzione del Giappone

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