Come noto, il caso Meredith Kercher, la ragazza inglese trovata morta nel 2007, si è concluso con l’assoluzione da parte della Corte di Cassazione di due dei tre accusati. Ossia dell’americana Amanda Knox e del pugliese Raffaele Sollecito, mentre come unico condannato in via definitiva con rito abbreviato rimane il cittadino ivoriano Rudy Guede. La Kercher si trovava a Perugia per un Erasmus, e fu ritrovata priva di vita il primo novembre con la gola tagliata nella propria camera da letto, all'interno della casa che condivideva con altri studenti. Ad ucciderla una ferita profonda al collo, che le provocò una pesante emorragia.

Inizialmente, in carcere ci finì il congolese Patrick Lumumba, proprietario del bar dove lavorava la Kercher.

Lumumba fu accusato dalla stessa Knox dell’omicidio, ma poi fu scagionato. Ora, intervistato dal programma radiofonico La zanzara, commenta in modo negativo l’assoluzione dell’americana.

Dispiaciuto per l’assoluzione di Amanda

Come riporta Libero, Lumumba si dice addolorato dell’assoluzione di Amanda, e si dice certo che sia colpevole. Per lui, si è salvata solo perché americana, dunque appartenente a un Paese potente. Inoltre è ricca, e la giustizia non punisce mai chi ha i soldi. Ritiene inoltre che le calunnie ricevute da lei – la Knox asserì che Lumumba non sopportava la Kercher per l’atteggiamento troppo libertino che aveva con i clienti – siano state volute e non dovute allo stress dell’arresto (la Knox accusò anche alcuni esponenti delle forze dell’ordine per maltrattamento).

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Le critiche alla giustizia italiana

Ma Lumumba ne ha anche per la giustizia italiana, che gli ha riconosciuto solo ottomila euro per le calunnie subite. Afferma di non comprenderla e che non ha ben valutato le cose che ha detto contro di lui. Insomma, l’omicidio Kercher continua a lasciare una scia fatta di dubbi e reciproche accuse. Anche perchè trattasi di un caso internazionale.