In molti si domandavano perché gli inquirenti non hanno accusato il carpentiere di Mapello Massimo Bossetti di sequestro di persona nella vicenda che ha visto la morte della tredicenne di Brembate Yara Gambirasio. L'uomo, che è ristretto nel carcere di Bergamo, è infatti accusato di omicidio pluriaggravato. Al 26 marzo 2015 se ne comprendono i motivi. Per i magistrati che indagano Yara non fu sequestrata, perché conosceva già Bossetti. La giovane sarebbe salita quindi sul furgone dell'uomo di sua spontanea volontà, ignara delle sue cattive intenzioni.

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Si è quindi fidata di lui.

Una testimonianza di rilievo

La testimone che ha affermato di averli visti insieme tre mesi prima della scomparsa di Yara Gambirasio viene quindi ritenuta credibile. C'è la possibilità che l'uomo avesse pazientemente conquistato la fiducia della ragazzina (con la scusa di darle un passaggio fino a casa?). Questi particolari saranno oggetto di discussione in sede di processo, mentre Bossetti continua tenacemente a dichiararsi estraneo ai fatti.

E' stata fissata per il 27 aprile 2015 l’udienza preliminare davanti al giudice Ciro Iacomino per la discussione della richiesta di rinvio a giudizio che è stata presentata dal Pubblico Ministero. Vi rammentiamo che Bossetti è in carcere dal 16 giugno 2015 e ha sempre detto di soffrire molto la vita del carcere, fatta di giornate sempre uguali trascorse a giocare a carte o a dormire, come da lui scritto in una "lettera aperta" pubblicata dal Quotidiano Il Giorno. Anche in questa missiva Bossetti ribadisce la sua innocenza, inizialmente sostenuta con forza anche dalla moglie Marita Comi.

Un nuovo legale per Bossetti

All'avvocato Claudio Salvagni, che difende Bossetti, si è ora aggiunto l'Avvocato Paolo Caporini, che è il Presidente della Camera penale di Como e Lecco.

Il PM Ruggeri addebita a Bossetti l'aggravante di avere approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa. Le due istanze di scarcerazione presentate per riportare Bossetti in libertà sono state rigettate. La sorella di Bossetti in questi mesi afferma di essere stata aggredita fisicamente ben quattro volte, ma gli inquirenti per ora non sembrano dare molto credito alle sue parole.