Cronaca di una delle tante tragedie sfiorate. In una Scuola elementare di Ostuni, in Puglia, dei bambini di seconda stavano trascorrendo la mattina a far lezione quando, all'improvviso, l'intonaco del soffitto è venuto giù ferendo due bambini ed una insegnante, per fortuna in maniera non grave. Subito dopo lo scampato pericolo sono scoppiate le polemiche ed è esplosa la rabbia dei genitori dei bambini feriti.

Una lunga sequela di crolli

La lista dei crolli nelle Scuole italiane, da nord a sud, è lunga.

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Il più grave, lo ricordiamo tutti, fu nel Novembre del 2008 , quando un alunno del Liceo di Rivoli, in provincia di Torino, Vito Scafidi di 17 anni perse la vita, ed un altro compagno di classe rimase paralizzato. A Lecce, nel gennaio 2014, uno studente di 17 anni, Andrea De Gabriele, perde la vita per recuperare un giubbotto, una grata di metallo non regge il suo peso ed il giovane alunno cade nel vuoto. Sempre nel 2014 ci sono altri crolli con feriti lievi a Palermo, a Ravenna, Tivoli (Roma), Castellamonte (Torino).

Nel 2013 altri ferimenti non gravi in provincia di Lecco, Agrigento e Cagliari.

La rabbia e le polemiche 

 In questi anni, dopo i crolli nelle Scuole, ci sono sempre state le polemiche ed i processi  per risalire alle responsabilità. Anche il crollo della scuola di Ostuni ha scatenato la rabbia dei genitori e dei cittadini in genere, ed il principale veicolo è la rete. Sul social media più usato, Facebook, sono in tanti a chiedersi perché il Governo finanzia le scuole private mentre le scuole statali continuano a crollare? Con il piano di edilizia scolastica, tanto sbandierato dal Governo Renzi, pensavamo che qualcosa cambiasse in meglio, invece bisogna registrare ancora il pericolo delle aule dove ogni giorno entrano milioni di alunni, docenti e personale vario. 

Periodo caldo per la Scuola 

Il tutto accade mentre il DDL sulla Scuola, approdato da poco in Parlamento, scatena un forte dissenso tra i docenti e le famiglie degli alunni: la Scuola nell'occhio del ciclone!