Mossa davvero a sorpresa dell'avvocato Villardita che tutela gli interessi di Veronica Panarello, madre del piccolo Andrea Loris Stival. Il legale ha dichiarato ai colleghi di Mattino 5 che ha le prove dell'innocenza della donna. La Panarello è intanto ristretta nel carcere di Catania. Le sue condizioni di salute destano qualche preoccupazione in quanto in questi mesi ha perso diversi chili.



Per la ricostruzione di Villardita il piccolo Loris è morto in un momento diverso da quello che risulta ufficialmente e non è una differenza di poco conto. Questo infatti dimostrerebbe che la sua morte è inconciliabile con gli spostamenti della madre registrati con le ormai famose telecamere di videosorveglianza presenti in città.

Gli orari non coincidono?

La tesi emerge dalla consulenza di un perito di parte. Secondo l'esperto il bambino non può essere stato ucciso tra le 8.30 e le 10.00 perché secondo quei dati e soprattutto per l’assenza di macchie ipostatiche (che sono già complete dopo otto ore) l’orario della morte non può essere quello ma deve essere spostato in avanti almeno di due ore. Questo vuol dire che quando Loris è stato ucciso la madre si trovava nella zona della scuola, dove ha subito dato l'allarme dopo avere riscontrato l'assenza del piccolo. Va inoltre evidenziato che per Villardita non c'è certezza nemmeno sull'arma usata, le fascette generalmente utilizzate dagli elettricisti. Sul solco rilevato dal medico legale della procura non ci sarebbero le relative zigrinature e dunque anche questa verità sarebbe sostanzialmente da riscrivere.

I mesi difficili di Veronica Panarello

Nel momento della massima difficoltà la madre di Loris ha costantemente gridato la propria innocenza ma ha dovuto fare i conti con la scomoda verità raccontata dalle telecamere. Ha sempre detto di avere portato il suo primogenito a scuola quel mattino ma le immagini dicono il contrario: nell'auto la donna viaggiava col secondo figlio e precisamente il piccolo Diego. Il marito di Veronica ha sentito il bisogno di prendere le distanze e risulta che i due abbiano litigato durante un colloquio in carcere. Altri parenti hanno invece teso la loro mano alla donna, ad esempio il padre e la sorella. Il giorno 21 aprile in tribunale si discuterà a chi deve essere affidato Diego.