Se il video che registrerebbe gli ultimi minuti dei passeggeri in fusoliera dell'Airbus 320 è ancora un mistero, nuovi e certi dati provengono, invece, dall'altro ritrovamento rinvenuto sul luogo dell'impatto e che aggiunge un importante tassello alla ricostruzione del disastro. La seconda scatola nera, recuperata dai rottami del volo Germanwings 9525 e ritrovata in condizioni non ottimali, è stata spedita immediatamente al Bureau d'Enquetes et d'Analyses (Bea), l'autorità francese di inchieste e analisi sugli incidenti aerei, il quale ha fornito già delle prime rivelazioni che confermano le ricostruzioni degli ultimi giorni e le ipotesi avanzate sulla volontarietà del gesto del copilota.

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Come si può leggere sul sito dell'ufficio in data odierna (3 aprile) "Il registratore dei dati di volo dell'aeromobile (FDR , Flight Data Recorder) è stato inviato presso i locali del BEA ieri sera.

Le squadre del BEA hanno iniziato le operazioni di apertura immediatamente dopo l'arrivo".

Come previsto, questa nuova fondamentale testimonianza ha fugato ogni dubbio sulla responsabilità piena del copilota Andreas Lubitz, che lo scorso 24 marzo ha, volontariamente e in pieno possesso delle facoltà cognitive, provocato la tragica fine di 149 persone oltre se stesso, facendo schiantare il velivolo Germanwings di cui era alla guida sulle Alpi francesi, le montagne nei pressi di Barcellonette. Effettivamente, oltre ai dati essenziali forniti dalla prima scatola nera, le informazioni trapelate ieri sulle ricerche online del copilota circa metodi per suicidarsi e la sicurezza delle cabine di pilotaggio, avevano già fornito un quadro più esaustivo della situazione: il gesto era stato premeditato e consapevole. Ma le rivelazioni di oggi, dovute ad un primo esame della seconda scatola nera, non lasciano più alcuno spazio al dubbio. Lubitz non ha perso coscienza durante il volo, anzi era lucido e cosciente durante tutti quegli ultimi minuti della discesa fatale. Infatti gli aggiornamenti del BEA proseguono: "Una prima lettura mostra che il pilota presente in cabina ha utilizzato il pilota automatico per portare l'aeromobile in discesa a un'altitudine di 100 piedi, e, più volte durante la discesa, il pilota ha modificato l'impostazione del pilota automatico per aumentare la velocità di discesa dell'aereo". Sul sito viene ribadito che questa è solo una prima analisi: il lavoro per stabilire come si sono svolti i fatti prosegue.