La vicinanza alle ferite del mondo, la necessità della denuncia, la forza della preghiera. Papa Francesco non si risparmia in questa Pasqua macchiata dal sangue dei martiri cristiani. Le notizie arrivate dalla strage a Garissa, in Kenya, hanno modificato un rosario di posti per cui pregare che il Pontefice aveva preparato per la Settimana Santa.

È un annuncio di "Terza Guerra mondiale" che il Papa ha più volte denunciato: l'Ucraina, la Nigeria, la Siria, l'Iraq, la Terra Santa, senza dimenticare il Messico dove in un assordante silenzio sono ammazzati non pochi religiosi e anche lì, triste primato, nello stato di Guerrero, un gruppo di oltre quaranta giovani studenti - 43 per l'esattezza - è stato prima fatto sparire e poi ritrovato, i resti dei corpi carbonizzati, in un imbarazzante silenzio della politica nazionale.

Su questo il Papa è stato chiaro, e i fatti, purtroppo, gli hanno dato ragione con la triste cronaca della strage africana. Ecco perché il "no" alle armi del discorso di Pasqua alla loggia delle benedizioni. Urbi ed Orbi, alla città e al mondo.

In questo contesto la sorpresa dell'annuncio del Giubileo della Misericordia non deve sorprendere. Il successore di Pietro che ha vissuto conoscendo le difficoltà dei poveri e ascolta ogni giorni le necessità del mondo, ha lasciato lo spazio allo Spirito e alla preghiera, elementi che devono essere preponderanti nel cammino giubilare. Un evento che sicuramente sarà diverso da quello vissuto nel 2000 da san Giovanni Paolo II, meno spettacolare e altrettanto ricco di contenuti.

I poveri, i migranti, il valore della donna, dei vecchi e dei bimbi, gli indifesi, saranno il cuore del messaggio che Francesco si prepara a offrire alla meditazione di chi crede e di chi non crede.

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Perché nella folla di piazza san Pietro nella domenica di Pasqua, nonostante il pessimo tempo, il freddo e l'acqua scosciante, c'era anche chi, nella perdita di punti di riferimento, cerca una persona in cui credere. E da subito Francesco si è messo all'ascolto di tutti, senza distinzioni, aprendo il suo pontificato in maniera nuova e generosa all'umanità intera, come nell'annuncio di Pasqua. Per una risurrezione che parta dal profondo di ogn'uno di noi. "Solo chi si abbassa comprende Gesù".