Si tinge di giallo la lunga inchiesta mirata a dare definitivamente un volto e un nome all'assassino della tredicenne Yara Gambirasio, con la ferma difesa di Massimo Bossetti da parte della moglie: Marita Comi Bossetti ha accettato di farsi intervistare in televisione l'1 aprile 2015 nel corso della trasmissione "Matrix", molto seguita per la sua capacità di mettere a fuoco alcune vicende di cronaca che colpiscono particolarmente l'opinione pubblica.

Incapace di compiere gesti simili

Marita Comi ha sostanzialmente ribadito che considera il coniuge non responsabile. E' questo un periodo molto difficile per Bossetti poiché un suo compagno in carcere afferma che l'uomo gli avrebbe confidato di avere ucciso Yara.

C'è poi un'altra testimone molto scomoda per lui e cioè una donna che sostiene di avere notato Yara sull'auto di Bossetti qualche tempo prima dei tragici fatti che hanno spezzato questa giovane vita.



Yara Gambirasio morì di ipotermia, secondo l'autopsia, cioè per il forte freddo di quella notte, dopo essere stata abbandonata nel campo di Chignolo. Yara non era in grado di alzarsi né di chiedere aiuto. Aveva ferite di armi da taglio che l'avevano resa inerme.

La durezza dell'esperienza in carcere

La coppia formata da Bossetti e Comi ha tre figli e proprio per la loro sorte l'uomo si dice molto preoccupato. Bossetti non ha mai fatto mistero di trovarsi molto male in carcere. In una sua missiva pubblicata dal quotidiano Il Giorno si è detto molto demoralizzato proprio per la grande noia che caratterizza la vita carceraria.

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La Comi conferma che Bossetti a volte mente, anche in modo un po' grossolano, ma questo non vuol dire nullanpoiché sulla vicenda della comparsa di Yara non avrebbe mentito. La Comi di conferma sicura dell'innocenza del coniuge e lo definisce una persona che non sarebbe mai capace di compiere un atto del genere, anche perché essendo un tipo nervoso sarebbe presto crollato durante gli interrogatori. Per Marita Comi il giorno della scomparsa di Yara Bossetti era a casa con lei, come tutte le sere.