Il protagonista di questa storia commovente sta per compiere 50 anni ed è solo al mondo. E' un uomo semplice, che ne ha passate tante, ma prima ancora, è stato un bambino abbandonato, un bambino costretto a crescere troppo in fretta. Lui stesso, in un modo un pò timido ed impacciato, si è presentato così dinanzi alle telecamere del noto programma Rai Chi l'ha visto?: "Mi chiamo Mario, ho 50 anni, sono nato a Monterotondo e vivo a Civitavecchia. Faccio il giardiniere e sto cercando le mie origini".

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

Anche se è sempre vissuto a Civitavecchia, Mario è nato a Monterotondo, cittadina a 25 chilometri da Roma. Sa di essere venuto al mondo il 7 Luglio del 1965, nell'asilo materno dell'ex Opera Maternità Infanzia.

Mario ne è al corrente, in quanto ciò è scritto sul suo certificato di nascita. Di più Mario non sa, per scoprire la verità sulla sua storia ha deciso di scrivere alla redazione di Chi l'ha visto?.

Una vita dura e piena di sacrifici

Durante l'appello in TV, l'uomo ha continuato: "Sono stato abbandonato alla nascita ed ho vissuto in un istituto, sono sempre stato un grande lavoratore e mi sono subito dato da fare, per trovare un'occupazione. Dopo molti sacrifici, sono riuscito a comprare una casetta ed ora non mi manca nulla di materiale. Sono un uomo molto solo e vorrei sapere chi sono i miei genitori. Vorrei tanto sapere se ho fratelli, sorelle, mi piacerebbe incontrarli, almeno una sola volta". Fin dalla più tenera età, Mario è sempre stato abituato a cavarsela da solo, non per niente passò i suoi primi 10 anni di vita al brefotrofio di Roma, sito a Villa Pamphili 84, in attesa di essere adottato.

I migliori video del giorno

Degli anni bui dell'orfanotrofio sono rimasti pochi ricordi nella sua mente, lui stesso ha affermato ai microfoni di Rai 3: "Mi ricordo di un ragazzo, che aveva la mia stessa età, si chiamava Founato, mi piacerebbe ritrovarlo".

In seguito, l'uomo ha mostrato allo staff di Chi l'ha visto una foto che ritrae lui stesso da ragazzino, una foto oramai corrosa dal tempo; è l'unico scatto che Mario conserva della sua infanzia senza amore. Proprio all'epoca di questa foto fu deciso il trasferimento per Mario, dal brefotrofio di Roma a quello di Civitavecchia, l'istituto Santa Rita. Tuttavia, dopo poco tempo, tale istituto fu chiuso e ad un certo punto arrivò il momento per Mario di lasciare la vita dell'orfanotrofio. Mario all'epoca era già grandicello e fu affidato ad una famiglia di Civitavecchia. Egli stesso ha affermato: "Io pensavo che dopo questo affidamento le cose si sarebbero risolte in meglio per me, mi aspettavo un futuro migliore, invece non fu così". Il ragazzino, dopo l'affidamento, dovette affrontare una vita ancora più dura di quella in istituto: "Mia madre adottiva-ha continuato-si stufò di tenermi e ad un certo punto fui abbaondonato al mio destino".

Mario fu così costretto a subìre l'umiliazione di un secondo rifiuto, lui triste, ripensando a quei momenti terribili, ha dichiarato: "E' impossibile che io sia figlio di nessuno, gli altri hanno i genitori, io sono solo al mondo". Mario ha confidato allo staff del programma, che a casa della famiglia a cui fu dato in affidamento, non c'era posto per lui. Ha raccontato di aver dovuto subìre trattamenti a dir poco disumani: "Mi facevano dormire in una cantina, nonostante tutto considero i miei genitori affidatari l'unica, vera famiglia che abbia mai avuto".