La comunità di Padova è ancora traumatizzata per la perdita di un suo figlio ancora giovane: Domenico Maurantonio aveva solo diciannove anni, cioè un'età in cui è legittimo coltivare ogni tipo di sogno. Si trovava in gita a Milano per visitare l'Expo, un evento che nel racconto della madre lo aveva appassionato. Da quella gita scolastica coi compagni dell'Istituto "Ippolito Nievo" di Padova Domenico non è mai tornato e i genitori non si danno pace, convinti che la caduta fatale dal quinto piano dell'albergo dove lo studente alloggiava sia stata frutto dell'azione scellerata di un soggetto ancora da individuare.





La classe frequentata da Domenico si sta avvicinando con grande disagio a un appuntamento molto importante come gli esami di maturità, che saranno affrontati "con la morte nel cuore" vista la gravità di quanto accaduto. I genitori di questi ragazzi hanno ora il non facile compito di preservarli e proteggerli dalla morbosa curiosità dei massmedia.



Le indagini intanto proseguono ma la vicenda ha ormai tutte le caratteristiche del giallo.

La moderna criminologia insegna che se un assassino, se davvero c'è, non viene trovato nelle prime 24 ore le indagini andranno inevitabilmente per le lunghe ed è esattamente quello che sta accadendo nel caso Maurantonio. Il giovane patavino è morto in data 10 maggio 2015.

Dove dormiva Domenico: la ricostruzione del "puzzle"

Maurantonio alloggiava nella stanza numero 516 dell'hotel Leonardo Da Vinci in compagnia di due colleghi. Inizialmente la stanza doveva essere la numero 533 che però era provvista di quattro posti letto. Alle 24:00 circa uno dei tre giovani è uscito allo scopo di liberarsi della spazzatura prodotta, dopo avere bevuto birra e mangiato pizza. Alle ore 1:30 Domenico è sicuramente nella stanza. Il giorno era stato speso per visitare la mostra "Triennale". I ragazzi decidono di bere un po' di liquore alla prugna, consumato in quantità contenuta. Alle 3:00 circa i tre escono e si siedono sui gradini fuori dall’albergo. Alle 3:30 circa Domenico ha scattato una foto col cellulare e l’ha messa su WhatsApp. Al rientro in camera, alle 4:30 circa, sono in quattro, perché un compagno decide di trattenersi a dormire nella 516. Quando uno di loro è svegliato dalla luce solare sono le 6:30 e Domenico non c'è più. A questo punto sembra strano che nessuno dei tre colleghi si sia accorto che è uscito dalla camera. La sua uscita è collocabile in un orario compreso tra le 4:30 e le 6:30. Al risveglio i tre notano delle anomalie: Domenico Maurantonio non c'è ma ha lasciato misteriosamente in stanza le scarpe, il cellulare e soprattutto gli indispensabili occhiali da vista. I giovani escono per cercarlo e subito notano delle feci davanti all'ascensore.

L'uomo barbuto ha avuto un ruolo?

Non è passata inosservata, proprio al quinto piano, la presenza di un uomo calvo e barbuto. Un uomo maturo, sui 50 anni apparenti, che ad un certo punto ha dato una mano ad alcune ragazze ad aprire la porta di una stanza. Chi lo ha visto parla di una "strana figura". A questo punto gli investigatori dovrebbero cercare di approfondire la figura di questa persona per capire se ha avuto un ruolo nella caduta dalla finestra di Domenico Maurantonio. Resta poi il mistero del livido che il ragazzo aveva su un braccio: sono i segni di una forte stretta che certo non può essersi procurato da solo.



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