E' arrivato il momento del processo penale a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, carpentiere accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. Bossetti è detenuto dal 16 giugno 2014. Si comincia il 3 luglio 2015.



Le novità sul caso Gambirasio sono che un documento della compagnia telefonica del cellulare di Yara dimostrerebbe che la giovane si sarebbe diretta in direzione opposta a quella dalla quale è stato visto transitare il furgone di Bossetti. Per i legali dell'uomo la ragazzina sarebbe rimasta vittima di un barbaro episodio di bullismo giovanile degenerato. La seconda udienza è già fissata per il 17 luglio 2015. Bossetti, pienamente sostenuto dalla moglie Marita, si dichiara innocente.

Il mistero delle lettere anonime

Nelle scorse settimane hanno fatto molto "rumore" due lettere anonime giunte al settimanale "Oggi" che hanno prospettato una ricostruzione dell'accaduto che vede protagonisti del delitto Gambirasio alcuni muratori e particolarmente uno, di nazionalità polacca, noto nella zona in quanto molto irascibile quando ubriaco. Sarebbe stato lui a uccidere Yara e sarebbe stato a sua volta ucciso per vendetta. Si tratta però di una ricostruzione che non ha i debiti riscontri probatori.

Gli indizi contro Bossetti rimangono, quello che manca è una prova regina, visto che anche l'esame del dna ritrovato sui leggins di Yara viene contestato dai legali dell'uomo. Il processo si annuncia lungo: la difesa chiede 711 testimoni mentre la pubblica accusa risponde con 120.

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Con atteggiamento fiero Bossetti ha chiesto le telecamere in aula. Vuole la massima visibilità in quanto si dice certo di riuscire a dimostrare di non c'entrare nulla con la morte della ragazzina anche se c'è una testimone che sostiene di averlo visto in auto in compagnia di Yara Gambirasio proprio nel parcheggio antistante la palestra dove si allenava.

In un sistema giuridico garantista dobbiamo continuare a considerare l'uomo innocente fino a condanna definitiva. Pensate che sia lui l'assassino? Dite la vostra a commento di questo articolo.