Carlo di Napoli è un giovane controllore ferroviario di 32 anni, protagonista in queste ultime settimane di un fatto drammatico, per fortuna con un lieto fine. All'uomo è stato infatti mozzato un braccio con un machete, da parte di un salvadoregno.

Essendo un taglio netto, i medici sono riusciti a riattaccarglielo dopo una lunga operazione chirurgica perfettamente riuscita. Il fattaccio è avvenuta presso la stazione di Villapizzone. L'episodio è avvenuto durante un turno serale da parte del Di Napoli, sono stati arrestati tre ragazzi di una pericolosa gang latino-americana. L'aggressore alla fine ha chiesto perdono, con una scusa alquanto superficiale: "Chiedo perdono, il machete lo porto con me per difendermi".

Alcuni approfondimenti del caso li ha riportati la giornalista Barbara Benini, in uno dei suoi articoli pubblicati sull'ultimo numero della rivista settimanale Grand Hotel.

Approfondimenti sull'aggressione

La Benini ha riferito che l'aggressore di Carlo Di Napoli si chiama Josè Emilio Rosa Martinez, 19 anni, i due ragazzi che erano con lui in quel fatidico momento erano Jackson Jahir Trivino ed Ernesto Alexis Garcia, entrambi ventenni. Carlo aveva solamente chiesto il biglietto al Martinez, la risposta è stata la subitanea aggressione. Il diciannovenne è membro di una pandilla, una banda di strada di giovani latinoamericani. Al momento dell'arresto, Josè ed il suo sodale Jackson, sono stati trovati con i vestiti imbrattati di sangue e l'accusa nei loro confronti è di tentato omicidio.

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Alexis Garcia è stato poi fermato meno di 48 ore più tardi l'agguato, grazie anche alla confessione dello stesso Rosa Martinez. I giudici hanno confermato lo stato di fermo per Josè e per Jackson, mentre non per Garcia, anche se deve rimanere in carcere. Le ragioni di questo crimine vanno ricercate nel modus cogitandi  della MS-13, la banda dei Mara salvatrucha, banda di cui fanno parte i tre ragazzi, una delle più temute del Sud America. Per questi criminali, aggressioni, rapine ed omicidi sono all'ordine del giorno e servono per "fare carriera" all'interno della gang.