Le indagini sulla morte di Trifone e Teresa Costanza stanno attraversando una fase di transizione in quanto al 9 giugno 2015 non sono segnalate particolari novità. Il delitto di Pordenone è rimasto un giallo che non ha trovato la giusta chiave di lettura per mettere gli investigatori sulla giusta strada.
Secondo la stampa specializzata ("Giallo") poco tempo prima dei tragici fatti il soldato Trifone chiamò al telefono il papà confidandogli le sue preoccupazioni in merito a una vicenda non chiara. Ragone spiegò di avere un problema che lo assillava, senza però precisare quale.
Il ragazzo cercava evidentemente il conforto di una persona cara e probabilmente se avesse parlato di più avremmo almeno degli indizi sull'assassino.
Suo padre lo invitò, senza successo, a parlare chiaro, e il fatto che il figlio non volle dire di più è la prova che era qualcosa di molto brutto. Trifone Ragone si sentì in dovere di non fare preoccupare troppo il genitore, ma non poté fare a meno di sfogarsi, rimandando maggiori dettagli. Intervistata da "Giallo", anche la madre dell'uomo ha voluto dire la sua: è certa che avrebbero potuto salvarlo se si fosse confidato con loro. E' chiaro che, per come sono andate le cose, forse Trifone aveva ricevuto delle minacce.