Stamane al Cairo, mentre la città ancora sonnecchiava e si apprestava a ripartire nella sua quotidianità, è stata fatta esplodere un'autobomba davanti al consolato italiano, ancora chiuso. Nessun italiano pare sia stato coinvolto nell'attentato, mentre una persona è morta e tante altre sono rimaste ferite da questo vile atto non ancora rivendicato da nessuna cellula terroristica.

Il consolato italiano si trova in El Galaa Street, nel quartiere residenziale e molto trafficato di Boulac, quando intorno alle 06.30 della mattina, una bomba posta probabilmente sotto un'autovettura, è esplosa creando il panico e diversi danni materiali.

La facciata del consolato è stata danneggiata visibilmente, mentre è arrivata puntuale la dichiarazione del ministro degli esteri Paolo Gentiloni che ha detto che l'Italia non si farà intimidire da queste azioni terroristiche, continuando nella sua azione diplomatica per portare la pace nelle zone dove primeggiano guerre, morte e terrorismo. Lo stesso ministro ha anche espresso la propria solidarietà verso colui che è morto a causa dell'attentato e a tutti coloro che sono rimasti feriti, anche se pare lievemente.

Anche il premier Matteo Renzi sta seguendo, passo dopo passo, l'evolversi dei risultati prodotti dall'attentato, ed ha anche telefonato ad Al Sisi garantendo l'impegno dell'Italia contro il terrorismo ed esprimendo la propria solidarietà al popolo egiziano; in più Renzi ha anche detto che l'Italia non lascerà la terra dei faraoni da sola nella lotta contro le cellule terroristiche presenti nel suo territorio.

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Renzi è sempre in contatto con il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, per rimanere costantemente aggiornato circa gli sviluppi della situazione egiziana, bollata da tutte le forze politiche italiane, nessuna esclusa: un atto vile che va combattuto con forza e impegno costante, senza nessun timore che potrebbe essere creato da simili eventi.

La capitale egiziana adesso dovrà ripartire con maggiore forza e convinzione per far capire, a chi si è reso protagonista di un'azione cosi vile, che la pace e la democrazia sono più forti delle bombe e degli attentati.