Per capire se a uccidere Elena Ceste è stato davvero il marito Michele Buoninconti serve ancora tempo. Il processo è stato aggiornato al 23 settembre 2015 e il rito speciale applicato è il giudizio abbreviato. Già individuata anche la data di un'altra udienza: il 7 ottobre.

Da quanto emerso nel processo in corso al 24 luglio 2015 e precisamente dall'analisi dei tabulati telefonici, Michele il giorno della scomparsa della moglie era nell'area dove è stata poi ritrovato il suo corpo, che era stato abilmente nascosto all'interno di un canale a circa un chilometro dalla casa della coppia. Il mattino della scomparsa la Ceste avrebbe dovuto accompagnare i figli a scuola ma secondo quanto afferma il marito era indisposta e dunque chiese a lui di occuparsi di questa incombenza.

Al ritorno a casa, sempre secondo quanto detto da Buoninconti, la donna era misteriosamente sparita nel nulla e sono iniziate le infruttuose ricerche, durante le quali alcune stranezze comportamentali dell'uomo non sono passate inosservate.

Molti indizi contro Buoninconti

Il comportamento di Michele Buoninconti era sembrato bizzarro fin dai primi giorni delle indagini anche se si ipotizzò che fosse una conseguenza del trauma improvviso della perdita o meglio della sparizione della moglie. Ricordiamo che i genitori di Elena Ceste, morta a 37 anni, si sono costituiti parte civile attraverso gli avvocati Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia.

Il fattore gelosia

Originario del salernitano, Buoninconti è un vigile del fuoco di professione. Viene descritto come un uomo molto geloso nei confronti della moglie.

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Elena Ceste, diplomata analista chimica, era originaria di Torino e soffriva la monotonia della vita familiare. Aveva trovato un po' di evasione nei moderni social network, che utilizzava per comunicare suscitando però la morbosa attenzione del marito, che temeva tradimenti. E' in questi particolari, secondo gli investigatori, che deve cercarsi il movente del delitto. Fino a sentenza definitiva, tuttavia, Buoninconti deve ritenersi innocente, come prevede il nostro ordinamento giuridico e la nostra Costituzione.