Non c'è pace per l'amministrazione regionale siciliana guidata dal governatore Rosario Crocetta, uscito vincitore nelle elezioni dell'ottobre 2012. Questa volta la cosa sembra però più grave di altre vicende che hanno riguardato il governo regionale. Secondo il settimanale l'Espresso, in una intercettazione tra Rosario Crocetta e il suo medico personale Matteo Tutino, coinvolto nello scandalo della struttura sanitaria di Villa Sofia, quest'ultimo avrebbe usato parole impronunciabili su Paolo Borsellino, magistrato ucciso dalla Mafia il 19 luglio 1992 con l'utilizzo di un'autobomba in Via D'Amelio, dove il giudice si era recato per fare visita alla madre.

Nella telefonata il medico si sarebbe scagliato contro la figlia del magistrato, Lucia, che a quel tempo rivestiva la carica di assessore regionale con delega alla sanità in Sicilia, dicendo che doveva che doveva essere fatta fuori proprio come suo padre.

Solidarietà dal mondo politico

Immediata la solidarietà nei confronti della figlia del magistrato da parte delle massime cariche istituzionali e del mondo politico nazionale e siciliano; il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quello del Senato Pietro Grasso, Laura Boldrini presidente della Camera e il premier Matteo Renzi, non hanno mancato di rivolgere all'ex assessore il loro conforto, come molti altri politici siciliani.

Divampano le polemiche politche

Ovviamente c'è anche il rovescio della medaglia; il presidente Crocetta ha fatto sapere di volersi autosospendere dalla carica, cosa che non si capisce cosa voglia significare, ma che non è intenzionato a dimettersi, anche perché non risulta indagato.

I migliori video del giorno

Idee chiare invece dalle parti del Movimento 5 Stelle che chiede le immediate dimissioni del presidente della regione e nuove elezioni per l'autunno; Il Pd, partito del governatore si riunirà prossimamente per esaminare la situazione e non è detto che non venga chiesto al presidente di fare un passo indietro. Anche gli altri partiti di opposizione sembrano propensi a chiedere le dimissioni del governatore per riportare serenità all'interno della Regione Siciliana.

Intercettazione col giallo

Non poteva poi mancare il colpo di scena nella vicenda che ha di fatto segnato l'apertura di tutti i telegiornali di ieri. Il procuratore di Palermo Franco Lo Voi, ha successivamente smentito l'esistenza dell'intercettazione incriminata, senza fornire ulteriori giustificazioni. A questo punto, per dirla come Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: è vera l'intercettazione o falso lo scoop del settimanale?