Negli ultimi giorni aveva fatto scalpore la notizia che il carpentiere di Mapello Massimo Giuseppe Bossetti avrebbe tentato di porre in essere un gesto estremo e disperato e cioè il suicidio in carcere. Come probabilmente saprete l'uomo è accusato di avere brutalmente ucciso una ragazzina. La giovane, di soli 13 anni, si chiamava Yara Gambirasio e la sua morte ha profondamente scosso l'opinione pubblica, che ora chiede di sapere la verità su questa storia che ha ferito un'intera comunità.

Suicidio sì o no?

La notizia da dare il 29 luglio 20915 è che l'istanza dei domiciliari a beneficio di Bossetti è stata respinta. Secondo quel che afferma la Corte d'Assise Bossetti non ha tentato di uccidersi in quanto nulla risulta in merito dai documenti ufficiali del carcere di Bergamo.

Il carpentiere di Mapello almeno per il momento deve quindi rimanere in carcere.La triste vicenda del presunto suicidio è stata resa nota dal legale di Bossetti, Avv. Claudio Salvagni, che ha anche presentato un certificato dallo psichiatra Meluzzi che descrive Bossetti come sofferente di deflessione depressiva. L'avvocato era stato informato da Marita Comi dopo un colloquio col marito in carcere. E' invece confermato che l'uomo è turbato per avere appreso di presunti tradimenti della Comi. Bossetti ha subito di recente un'operazione di ernia inguinale ma a parte questo le sue condizioni generali non destano preoccupazioni ed è anche ingrassato rispetto al momento dell'arresto, né prende sonniferi per riposare, come avvenuto per un breve periodo.

E' lui l'assassino?

A portare Massimo Giuseppe Bossetti in carcere è stato soprattutto il dna ritrovato sul corpo e in particolare sui leggins di Yara, abbandonata ferita nel campo di Chignolo, dove ha trovato la morte, secondo i rilievi autoptici, per ipotermia, cioè per il forte freddo di quella notte fatale, resa inerme dalle ferite da taglio ricevute sul corpo.

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Fu trovata in modo casuale, dopo lunghe ricerche. Inizialmente si sospettò di un operaio extracomunitario risultato poi totalmente estraneo ai fatti.