Si parla molto spesso della grande criminalità, soprattutto di questi ultimi tempi, grazie all'escalation dell'Isis in tutte le gradazioni dei suoi deliri, tuttavia la realtà dei fatti, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, è che i cittadini nella vita quotidiana, debbano talvolta misurarsi con atti di delinquenza definiamola pure spicciola per comodità, ma non per questo meno pericolosa anzi, (il ladro che strappa la borsetta alla nonnina dopo aver ritirato i soldi della pensione tanto per fare un esempio) di micro-criminalità, che in realtà fanno molta più paura in quanto è piuttosto facile che ci si possa imbattere in questi episodi delinquenziali nelle nostre città. Insomma, la microcriminalità meriterebbe una attenzione sempre vigile da parte degli apparati e delle istituzioni deputate a fronteggiarla e contrastarla in maniera idonea.

In questo senso, è paradigmatico l'episodio di cronaca di cui ci accingiamo a raccontarvi. Gli agenti della squadra mobile di Pistoia, già da maggio avevano iniziato una serie di indagini nei confronti di una banda specializzata in furti, soprattutto a danno di bar-tabaccherie, attiva nelle province di Pistoia e Firenze tra il 10 maggio e il 13 luglio. Attraverso le analisi dei filmati e l'audio delle intercettazioni telefoniche, le forze di polizia sono riuscite quindi a ricostruire il modus operandi di questa banda di criminali.

Stando a quanto è emerso, è risultato che questa banda di ladri fosse composta da delinquenti tutti di nazionalità romena che non avevano fissa dimora e vivevano di espedienti. Si trovavano nella zona ovest di Firenze, a parte uno che invece era residente a Pescia.

L'autorità giudiziaria ha quindi emesso dei provvedimenti restrittivi a carico dei 5 che stavano per far perdere le proprie tracce spostandosi altrove. Intanto i fermati sono stati condotti nelle case circondariali di Prato e Firenze Sollicciano. I provvedimenti di fermo a carico dei 5 romeni sono stati tutti confermati da parte dei giudici, eccetto uno a cui era stato contestato solo il concorso nella ideazione. Ai delinquenti è stata quindi applicata la misura della custodia cautelare in carcere.