L'annuncio è di qualche giorno fa. Papa Francesco ha concesso a tutti sacerdoti la facoltà di assolvere dal peccato di aborto, per tutta la durata dell'Anno santo (il Giubileo della Misericordia ha inizio l'8 dicembre, per terminare il 20 novembre 2016). Sempreché colei che lo abbia praticato sia pentita sinceramente, e chieda perdono. Ricordiamo, infatti, che, in via ordinaria, le donne devono rivolgersi al vescovo, che a sua volta le invia presso un sacerdote competente in materia.

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Aborto in America latina, tanti divieti

L'annuncio ha provocato molte reazioni in tutto il mondo, ma soprattutto in America latina, ove l'aborto - nella maggioranza dei Paesi, e con varie sfumature legali - continua a essere proibito.

Le uniche Nazioni dell'Area, ove l'interruzione volontaria della gravidanza è consentita, sono a oggi Cuba e Uruguay. Cui si aggiungono il Distretto federale messicano, Portorico, e le aree francesi d'oltremare. La replica del mondo latino all'annuncio del papa è stata in generale positiva, ma non sono mancate delle critiche. Provenienti però - nonostante quello che si potrebbe presupporre - dagli ambienti laicisti, anziché dai tradizionalisti. I quali peraltro - specie in seguito all'ultimo viaggio in America Latina - hanno già inasprito i toni nei confronti del pontefice.

Le voci più entusiaste

Tra i più entusiasti va segnalato in primis Leonardo Boff: l'ex sacerdote e scrittore è tra i maggiori esponenti della Teologia della liberazione nel suo Paese, il Brasile. Paese di cui segue attentamente anche le vicende di attualità politica e sociale.

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Secondo Boff - condannato trenta anni fa dal Vaticano per il libro "Igreja, carisma e poder" - «questa decisione è assolutamente coerente col suo messaggio». A suo giudizio, l'annuncio anticipa inevitabilmente una tendenza futura, e non può veder limitati i suoi effetti ai mesi giubilari: «Tutto ciò significa aprire una porta. E una volta che la porta è aperta, non è più possibile richiuderla. [...] Non si tratta di un processo che è suscettibile di retromarcia». In definitiva Boff - che ha riferito alla stampa di aver collaborato con Francesco all'enciclica sull'ecologia, "Laudato si'" - si dice convinto che il papa stia inaugurando un nuovo tipo di Chiesa, adatta ai tempi di globalizzazione.

Altri prelati si sono affrettati a rilevare che in verità la Chiesa cattolica ha sempre perdonato - in certe circostanze - il peccato di aborto. Monsignor Héctor Aguer, arcivescovo di La Plata, si pone su questa linea, specificando che l'unica novità sta nell'aver attribuito la facoltà a tutti i sacerdoti.

E inevitabilmente c'è anche chi è entrato nella polemica, buttandola in politica. E' il caso di Gabriel Mariotto, vicegovernatore della Provincia di Buenos Aires: «Come la Chiesa potrebbe rifiutarsi di perdonare una donna che ha abortito, se ha già perdonato assassini e ogni tipo di trasgressione, rispetto ai comandamenti biblici?».

La critica inaspettata dei laicisti

Come anticipato, sono giunte anche aperte critiche, verso l'annuncio di Jorge Mario Bergoglio. Dal fronte laico, l'Istituto nazionale delle donne latine per la salute riproduttiva ha emesso un comunicato polemico: le parole del papa darebbero per scontato il fatto che se «una persona interrompe la gravidanza, deve vergognarsi della propria azione. Rifiutiamo quindi ogni tentativo di giudicare e mortificare chicchessia per delle decisioni personali, prese per ragioni di salute, gravidanza, o per l'impossibilità di essere genitori».