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Verso le 09:00 di domenica 13 settembre a Barlassina, lungo il percorso sterrato che costeggia il fiume Seveso nella vecchia zona del parco militare ceduta al comune nel 2003, camminano affannosamente due allevatori di bestiame che alla mia richiesta di motivazione rispondono essere alla ricerca di un toro fuggito improvvisamente alla loro custodia e che correndo senza meta era stato avvistato in quel dintorno. Per il suo recupero avrebbero utilizzato un carro per bestiame trainato da un grosso trattore. -Solo qualche ora più tardi nell'evoluzione del dramma si scopre che il toro è invece un vitello di circa 6 mesi-. 

Come una commedia alla Don Camillo e Peppone

la simpatica cronaca ebbe iniziò alla mostra mercato Lentate Agrialimenta, manifestazione per le politiche agricole alimentari della Monza-Brianza dove si tiene il raduno annuale dei coltivatori e degli allevatori di bestiame, il tutto patrocinato da Expo Milano 2015 cui fu invitato anche il Ministro Maurizio Martina.

In quel raduno festivo iniziarono nel mormorio generale ad alimentarsi le varie notizie sulla fuga di un vitello di oltre 200 kg, e nell'immaginazione di chissà quale incidente avrebbe potuto causare iniziò a crescere la curiosità per la sorte del simpatico bovino in cerca di libertà. Verso le 11:00 viene segnalato il suo avvistamento nelle acque del fiume Seveso, immobile e impaurito in un punto più profondo del luogo in cui era riuscito a guadare. I tentativi per portarlo in salvo facendogli risalire la sponda erano continuamente vanificati dalla pendenza dell'argine e dalla sua friabilità, quindi rinunciando decisero d'informare le autorità competenti che intervennero con l'ausilio di vigili del fuoco e di sommozzatori per poter imbracare l'animale con una gru e portarlo a monte.

Cosa resta di questo salvataggio?

purtroppo la sorte del vitello era segnata dal destino avverso delle difficoltà atte al suo recupero dove la storia ha visto impegnate le ingenti forze locali.

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Dai vigili del fuoco, la protezione civile e i volontari della Croce Rossa in una corsa al tempo nel tentativo di trarre fuori l'animale dalle acque. Restava poco perché al passare dei minuti le forti piogge che si stavano accanendo sul comasco fino a Barlassina non davano tregua, facendo alzare il livello delle acque e rendendo impossibile l'utilizzo di un narcotizzante causa l'agitazione del vitello. Nessun lieto fine si è prospettato quando nei vari tentativi falliti si è dovuti ricorrere ad un veterinario della ASL vicina per dare luogo al suo abbattimento. Intorno a questo strano salvataggio è rimasta la devastazione nel piccolo territorio verde lasciato dalle persone coinvolte nella trama di questa storia: a oggi la recinzione divelta a protezione del pericoloso fiume Seveso -di cui ogni tanto si sente notizia perché spesso 'ama' esondare- non è stata riposizionata, il che prospetta un'evidente pericolo sia per i cani che corrono felici nel parco  sia per i loro piccoli padroni che li rincorrono giocando. Nelle foto del servizio si evince il luogo della storia, il mezzo utilizzato e quello che è stato lasciato in ricordo.