Una svolta clamorosa, garantita dagli inquirenti e dalla nota rivista settimanale Giallo: su Martina Ciontoli e su suo fratello Federico sono state trovate tracce di polvere da sparo. Questa è la prova schiacciante che i due giovani erano presenti nel momento in cui Marco Vannini (20 anni) è stato sparato. Intanto sorge un altro mistero riguardante un carabiniere con il quale Antonio Ciontoli, suocero del Vannini e suo presunto assassino, avrebbe colloquiato telefonicamente la sera in cui è avvenuto il delitto. Quest'uomo è stato interrogato in Procura come persona informata dei fatti, dopo di ciò è stato trasferito e adesso risulterebbe in stato di malattia.

Il carabiniere in questione, un maresciallo, ricopre adesso un nuovo incarico. Che cosa si sono detti quest'uomo e il Ciontoli? Questa nuova figura (di cui non sono state diffuse le generalità) potrebbe offrire un preziosissimo contributo alle indagini. 

Marco Vannini, un mistero ancora irrisolto

Marco Vannini, è d'uopo ricordarlo, è morto lo scorso Maggio a causa di un colpo di pistola che gli ha attraversato la spalla destra, forse l'omicidio è scaturito da una violenta lite. Il ragazzo è stato ferito a casa dei suoi suoceri e della sua fidanzata. Era bello Marco, bello e gioioso, con una grande fiducia verso il futuro. Guardando le sue varie foto, compare sempre con un sorriso sincero in volto, mentre si fa un selfie in spiaggia, oppure mentre tiene in braccio un cagnolino.

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Le indagini hanno confermato che durante il suo omicidio, erano presenti almeno 3 persone. Giallo ha inoltre pubblicato alcune foto mai viste prima riguardanti la scena del crimine. Tali fotografie sono state scattate dai carabinieri il giorno dopo la morte del ragazzo. Una di queste immagini ritrae il salotto di Casa Ciontoli, quì le forze dell'ordine hanno trovato alcune macchie di sangue per terra; Marco è stato sdraiato sul pavimento della stanza e non si esclude che sia stato ferito quì e non in bagno, come dichiarato dal suocero. 

Troppe incongruenze e conti che non tornano

Un'altra foto ci mostra poi il bagno di casa Ciontoli, quando i carabinieri hanno esaminato tale locale, non hanno trovato alcuna traccia di sangue nella vasca. Ricordiamo, che Antonio Ciontoli ha ammesso di aver sparato al futuro genero, mentre si stava lavando, a causa di un colpo di pistola partito per sbaglio. Strano però che un militare esperto come Antonio si sia dimenticato di inserire la sicura sull'arma.

Tornando alla questione della vasca, i casi dunque sono 2: o è stata pulita a fondo, oppure il delitto è avvenuto altrove. Giallo poi ha mostrato la foto della stanza di Antonio e di sua moglie, quì a giudicare dalla posizione dei cuscini, è stato probabilmente adagiato dopo essere stato ferito. Sul letto però appare anche un phon, a cosa è servito? Una cosa però sembra ormai certa: i suoceri del Vannini hanno occultato le prove.

Ombre da rischiarare

Quella sera Marco aveva telefonato alla madre, avvertendola che sarebbe rimasto a dormire a casa di Martina e dei suoi. In seguito la tragedia, un'ambulanza prenotata, poi declinata e, dopo circa un'ora, una nuova chiamata al 118. Tali telefonate sono partite da casa Ciontoli. Perchè tutti questi indugi? Marco probabilmente poteva essere salvato se i soccorsi fossero stati celeri. Un'infermiera dell'ospedale, avrebbe inoltre dichiarato a Giallo che lo stesso Antonio avrebbe istruito i suoi famigliari su cosa avrebbero dovuto dire agli inquirenti. Sarà vero? Le indagini proseguono.