Potrebbe essere Giosuè Ruotolo detto Giò il responsabile dell’Omicidio di Pordenone, il tragico evento nel quale nel marzo scorso hanno perso la vita Teresa Costanza e Trifone Ragone. Le ultime news sull’omicidio di Pordenone aggiornate ad oggi 29 settembre ruotano per l’appunto attorno alla posizione di Ruotolo che appare sempre più delicata anche e soprattutto perché il ragazzo non ha un alibi convincente. Certo di per se non è indice di colpevolezza ma è un fattore in più. Un fattore che si aggiunge a quello dell’auto di Giò, un Audi A3 che sarebbe stata avvistata da un testimone vicino al palazzetto Crisafulli proprio il giorno dell’omicidio.

Lui, Ruotolo, si dice comunque tranquillo e come riportato anche da Il Giornale.it esorta i carabinieri ad indagare ‘per fugare ogni dubbio’.

Ultime news omicidio Pordenone oggi 29 settembre: Teresa e Trifone assassinati da Ruotolo? Ecco gli indizi contro di lui

Come accennato in apertura, le ultime news sul delitto di Pordenone aggiornate ad oggi 29 settembre riguardano in primo luogo la posizione di Giosuè Ruotolo, un commilitone di Trifone sospettato di essere l’assassino. Oltre al particolare dell’auto c’è da sottolineare quello dell’alibi: nel giorno del delitto Ruotolo si trovava a casa da solo (almeno questo è quello che ha riferito il giovane 26enne), condizione sfortunata che non consente agli inquirenti di avere dei riscontri data l’assenza di altre persone nell’appartamento.

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Proprio dall'appartamento di Via Colombo sono ripartite le indagini dei carabinieri che millimetro dopo millimetro stanno setacciando il luogo alla ricerca di prove o ulteriori indizi. Lui Ruotolo ha tenuto a precisare che si sente tranquillo ed ha etichettato il delitto di Teresa e Trifone come un qualcosa ‘che un vero essere umano non potrebbe fare’.

Novità delitto di Pordenone oggi 29 settembre: spunta un movente per Ruotolo

La notizia dell’ultima ora è comunque legata al possibile movente per Ruotolo, che stando a quanto sottolineato dal collega Mario Valenza de Il Giornale.it potrebbe essere entrato in contrasto con Trifone per via di un concorso per il passaggio nella Guardia di Finanza. I due ragazzi si conoscevano e si frequentavano, uscivano insieme ma non erano ‘amici per le pelle’ ha tenuto a precisare Ruotolo cui non basterà però qualche frase per dimostrare la propria estraneità ai fatti. A questo punto la mente corre all’inizio delle indagini, a quando cioè la pista della caserma nella quale lavorava Trifone era una delle più battute dagli inquirenti. Che avessero ragione? Per rimanere aggiornati su questi e altri fatti di cronaca vi invitiamo a cliccare il tasto ‘Segui’ in alto a sinistra.