Si addormentano durante un posto di controllo per il contrasto dell'eccesso di velocità, al risveglio non trovano l'autovelox, rubato. Si combatte su tutti i fronti per il controllo alla circolazione stradale, innovative invenzioni e sistemi di alta tecnologia a disposizione delle forze dell'ordine, ma stavolta a commettere un'infrazione sono proprio coloro che hanno i mezzi per contrastare la criminalità e che dovrebbero dare l'esempio. 

L'episodio incriminato

Succede a Roma, turno di notte in zona Casilina. Per contrastare l'eccessiva velocità delle autovetture sulla casilina, una pattuglia della Polizia Municipale del Comune di Roma, piazza il sistema autovelox mobile lungo la strada, ma nell'attesa in auto, gli agenti della Municipale si addormentano.

Al risveglio però, qualcuno ha portato via l'autovelox! Sarà per vendetta a qualche contravvenzione elevata, sarà per rubare il costoso strumento per la rilevazione della velocità, quello che è successo a Roma è grave e surreale allo stesso momento. Episodio gravissimo sia per i due poliziotti, che di certo non hanno fatto una bella figura con la propria amministrazioni e con i cittadini, e allo stesso tempo grave, perché rubare un'apparecchiatura del genere a dei tutori della legge è un vero affronto, uno schiaffo alle istituzioni.

La municipale in guai seri

Sotto accusa i due agenti della Polizia Municipale di Roma, dovranno risarcire il costoso sistema in dotazione, infatti l'autovelox ha un costo di circa 9.000 euro. Inoltre non si escludono provvedimenti di carattere contrattuale, infatti ora i cittadini, aspetteranno ansiosi di sapere, quale sarà la punizione per i poliziotti che al posto di lavorare, stavano dormendo.

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Come stabilito con sentenza 6497/2010 dalla Corte di Cassazione, dormire a lavoro non può essere giusta causa di licenziamento, almeno che, la condotta dei due agenti "assonnati", non sia recidiva e quindi oltre a comportare delle sanzioni disciplinari, potrebbe essere valutato anche un licenziamento per giusta causa.