Ci sono novità importanti al 21 ottobre 2015 sullavicenda della scomparsa di Mario Bozzoli, titolare insieme al fratello Adelio di una Fonderia a Marcheno (BS). Si è appurato che la sera della sparizione l'impianto fu riacceso. Il particolare è emerso da uno dei lavoratori impiegati nella Bozzoli. Nel corso di questa prima fase investigativa gli inquirenti hanno maturato un convincimento e cioè che l'uomo non abbia lasciato lo stabilimento quel giorno, come si evince dal fatto che negli spogliatoi c'erano i suoi abiti e dal fatto che l'auto nella sua disponibilità è rimasta parcheggiata nel parcheggio aziendale.

Ghirardini

L'8 ottobre 2015, giorno della scomparsa di Mario Bozzoli, l'impianto delle fonderie Bozzoli fu riattivato. Bisogna capire perché, visto quanto accaduto e tenuto conto della morte improvvisa dell'operaio Beppe Ghirardini, che è stato trovato privo del suo telefono cellulare. La prima domanda alla quale si deve dare una risposta è dunque perché l'uomo fosse privo del telefonino. È chiaro che il fatto che per gli inquirenti Bozzoli non abbia lasciato la fonderia fa nascere il sospetto che il suo corpo possa essere finito in uno dei forni che lavorano alla temperatura di 900 gradi.

Un perito

L'avvocato che cura gli interessi di famiglia ha nominato il perito Giovina Marina La Vecchia che dovrà chiarire se è ancora possibile risalire a tracce dell'uomo nell'eventualità che sia caduto in un forno.

Le novità più importanti di oggi 21 ottobre 2015 sono però relative a Ghirardini,in quanto vicino al corpo sono state individuate due piccole bottiglie vuote che saranno presto esaminate al fine di appurare eventuali collegamenti con la sua morte. Un'ipotesi è infatti che Giuseppe Ghirardini possa averne bevuto il contenuto. Cosa c'era in queste bottigliette?

Dovremmo saperlo presto. Per restare costantemente informati potete cliccare sul pulsante "segui" a lato del mio nome in alto. Il "giallo di Marcheno" è ancora tutto da capire e si attendono i risvolti offerti dagli inquirenti.

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