Mentre proseguono le indagini relative al cosiddetto "delitto di Pordenone" che ha visto la morte di una giovane coppia abbastanza conosciuta in città, formata da un aitante militare di nome Trifone Ragone e da una brillante bocconiana di nome Teresa Costanza, emerge un particolare che potrebbe avere una certa importanza per andare a ricostruire determinati rapporti: la mamma di Trifone, la signora Eleonora, ha spiegato di riconoscere in Giosuè Ruotolo, ora sospettato del delitto, la persona che si fece avanti dopo i tragici fatti per fare presente che vantava, nei confronti del collega, un credito di soli 25 Euro.

Parla la madre

La donna ha esposto i fatti nel corso della trasmissione televisiva specializzata "Quarto grado".

Appare oggi decisamente curioso e inopportuno andare a chiedere conto di un piccolo debito a una persona distrutta dal dolore della perdita di un figlio giovane e intento a costruirsi una famiglia. In questa situazione un collega di Giosuè si sarebbe fatto avanti per invitarlo a più miti consigli. Ovviamente sarebbe assurdo ipotizzare che possa essere questo il movente del delitto, ma la vicenda merita comunque un momento di riflessione.La prossima settimana sarà comunque decisiva per capire meglio cosa è successo in quanto potremo valutare il lavoro degli specialisti dei Ris relativamente alla vettura nella disponibilità di Giosuè Ruotolo e altri oggetti personali.

Coinquilini

Vi ricordiamo che Trifone e Giosuè divisero per un certo periodo un appartamento. Ad un certo punto Trifone ragone decise di andare a convivere con la bella Teresa a coronamento di un'importante storia d'amore e quindi lasciò la casa.Il procuratore di Pordenone Marco Martani, che ha affidato l'inchiesta ai giudici Matteo Campagnaro e Pier Umberto Vallerin non ha escluso alcun movente ma appare chiaro che in questa storia c'è ancora qualcosa da capire che per ora sfugge.

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Il caricatore

Va infine sottolineata l'ingenuità o forse un eccesso di sicurezza del killer che ha gettato il caricatore dell'arma del delitto in un laghetto vicino la palestra pensando in questo modo di farla franca senza valutare che in quel luogo l'oggetto chiave dell'inchiesta potesse essere scoperto. Molto freddo al momento dell'agguato, l'assassino non si è rivelato altrettanto lucido nei momenti successivi. Buon per gli investigatori, da tempo ormai alla ricerca dello spunto giusto per risalire al nome di chi uccise Trifone e Teresa a tradimento, nel parcheggio della palestra.