Momento cruciale per quanto riguarda il caso di Elena Ceste, la trentasettenne mamma di Costigliole d'Asti scomparsa il 24 gennaio 2014 e ritrovata morta il 18 ottobre 2014 nei pressi del Rio Mersa, un canale di scolo situato a circa ottocento metri dalla sua abitazione. I giudici del tribunale di Asti hanno condannato a trent'anni di carcere Michele Buoninconti, il quarantacinquenne marito della donna, confermando il quadro accusatorio della Procura di Asti, convinta della colpevolezza del vigile del fuoco. Buoninconti, indagato dall'ottobre del 2014, ha però sempre dichiarato la sua innocenza, sostenendo che sua moglie sarebbe morta dopo una crisi delirante che l'avrebbe portata ad uscire di casa al freddo e a togliersi i vestiti.

Il marito di Elena Ceste si trovava in carcere dal 29 gennaio scorso, quando fu arrestato con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Anche nell'ultima udienza in aula Michele Buoninconti ha dimostrato di essere un uomo molto contradditorio, dato che ha compiuto un gesto che ha sorpreso tutti i presenti. Ecco tutti i dettagli delle ultime indiscrezioni sul caso di Elena Ceste. 

Michele Buoninconti legge un passo della Bibbia

Prima di essere condannato a trent'anni di carcere, Michele Buoninconti ha voluto leggere un passo della Bibbia, precisamente la storia di Susanna, tratta dall'Antico Testamento, la quale accusa i giudici di condannare ingiustamente un uomo innocente. Il quarantacinquenne vigile del fuoco, dunque, ha voluto di nuovo ribadire la sua innocenza e ora il suo avvocato farà ricorso.

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Durante l'ultima puntata della trasmissione "Chi l'ha visto", la conduttrice Federica Sciarelli ha discusso a lungo del comportamento di Michele Buoninconti, riportando anche le sue dichiarazoni di fronte ai giudici: "Signor Giudice, sono qui davanti a lei senza una ragione ben precisa, dato che la Procura non può provare che io abbia ucciso mia moglie; non si può trasformare a piacere un innocente in un colpevole". Ora Buoninconti dovrà restare per altri trent'anni in carcere.