A poche ora dalla tragedia che si è consumata a Parigi, l’Isis torna in maniera incalzante a minacciare una nuova strage, questa volta a Roma, Londra e Washinghton. Attraverso Twitter hanno divulgato il loro proclama siglato dall’hastag “Parigi in fiamme”, che ha messo nello stato d’allerta il nostro Paese. Alfano, di tutta risposta ha confermato  su Facebook e su Twitter i provvedimenti presi dal nostro Governo, che avrebbe predisposto “un immediato innalzamento dei livelli di sicurezza su tutto il territorio nazionale”.

Il ministro, inoltre, ha ribadito il continuo contatto dell’intelligence italiana con i corrispondenti francesi, che ci tengono informati in tempo reale sugli eventi d'oltralpe, con lo scopo di poter organizzare altre eventuali azioni preventive.

Segnali in Italia nella serata di ieri

Rigorose misure preventive erano già state impiegate ieri sera, subito dopo che la notizia dell’attentato era rimbalzata nel nostro Paese.

La nostra prossimità con i cugini francesi, rende ancora più concreta l’ipotesi che un’azione terroristica possa avere luogo anche nel nostro territorio. Qualche avvisaglia sembrava già essere arrivata nel pomeriggio di ieri quando rigidi controlli nell’aeroporto di Fiumicino hanno coinvolto addirittura alcuni passeggeri diretti nella capitale francese, che viaggiavano in area Schengen.

Interventi nelle zone a rischio

L’intensificazione delle misure di sicurezza, avviata già da questa mattina, ha portato, in attesa del beneplacito per la chiusura delle frontiere, ad un’azione di rigida vigilanza negli ambienti francesi più a rischio; a partire dalle scuole sino ad arrivare alle ambasciate, con un occhio di riguardo a Roma, Milano e Venezia, e ai cosiddetto obbiettivi sensibili quali luoghi di culto, scuole ebraiche, presidi statunitensi e stranieri.

E ora che la data dell’8 dicembre si avvicina, il rischio e la paura crescono. Il prossimo Giubileo, infatti, potrebbe diventare lo scenario adatto per una nuova azione sanguinolenta.

Il pericolo dei cosiddetti lupi solitari

Suscitano particolare preoccupazione i cosiddetti lupi solitari, identificati come personaggi che potrebbero agire in maniera improvvisa, organizzando azioni terroristiche in conseguenza a un processo di estremizzazione non per forza risultante da un contatto con organizzazioni terroristiche, come afferma il Copasir.

Nelle prossime ore i controlli verranno incrementati, interessando non solo stazioni e metropolitane più prossime a luoghi di culto, ma anche, gli ambiente che maggiormente sono nel mirino del terrorismo e che sono sotto l’osservazione costante dell’antiterrorismo.

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