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Abbattuto nello spazio aereo turco (si difende Ankara), il caccia russo che non rispondeva ai continui avvertimenti di sconfinamento degli F-16 che avrebbero deciso di fare fuoco al confine con la Siria. I due piloti del Sukhoi-24  hanno fatto in tempo a lanciarsi con i paracadute per trarsi in salvo, ma ancora prima di toccare il suolo la brigata turcomanna afferma di averli uccisi, smentendo le notizie in cui davano per morto solo uno dei piloti mentre l'altro catturato.

Sarebbero quindi stati abbattuti, come dice il capo dello Stato maggiore Ahmed Berri, perché l'aereo russo "aveva appena bombardato dei civili nel villaggio di Jisr al-Shughur".

Molte chiacchiere s'annoverano sui retroscena che restano ancora nell'incognita di una verità che forse non troverà mai soluzione, e che si accompagna a tanti altri quesiti che immancabilmente trascinano verso inutili guerre in cui a rimetterci sono sempre i civili innocenti.

La reazione di Putin

Furioso per l'accaduto e per la decisione presa da Recep Erdogan (secondo il sito di Sabah) di abbattere l'aereo dopo la violazione dei confini, il presidente russo Vladimir Putin accusa la Turchia di aver tradito la sua fiducia con questa "pugnalata alla schiena". La Turchia era sempre considerata alleata della Russia ed era stata anche padrona di casa nell'ultimo incontro del G20, ma questo evento sarà causa di gravi conseguenze per le relazioni interne tra i due Paesi avverte Putin, incolpando il capo turco di essere un doppiogiochista e chiedendosi il perché del silenzio verso la Russia dopo l'abbattimento del Sukkoi-24; un fatto gravissimo, considerando che appena un mese prima era stato fatto un patto sulla prevenzione di incidenti simili dove anche Erdogan aveva annunciato di essere Presidente di un Paese in guerra contro il terrorismo; accordo voluto e firmato dalla coalizione americana. 

Accuse e conseguenze

A queste s'aggiungono i quesiti documentati e celati tra le mura del Cremlino, riportati dagli ultimi eventi e ritenuti dei crimini intolleranti che non dovrebbero mai essere commessi; alla luce dei fatti c'e l'accusa che la Turchia traffichi il petrolio che controlla lo Stato islamico e che da lì partano le grosse somme di denaro destinato a finanziare le frange terroristiche; questo confermerebbe a Putin l'ipotesi che l'aereo russo, distante un chilometro dal loro confine, sia stato abbattuto da un F-16 per mezzo di un missile aria-aria e non lanciato da terra come affermato dal premier turco Ahmet Davutoglu.

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Il presidente Obama mette parola in questo conflitto ritenendolo un "problema ricorrente" legato alle operazioni di guerra dei russi nel territorio siriano, e difende la Turchia confermando il diritto a difendersi tacendo sui risvolti. Come già fatto più volte in passato segnalando le continue violazioni del suo spazio aereo da parte di Mosca, il governo Erdogan si rivolge alla Nato per evitare controversie portate dall'immediata controffensiva. A tal proposito la Nato convoca il Consiglio atlantico straordinario nel tentativo di risolvere la faida che rischia di minacciare l'intesa dei due Paesi e si pronuncia chiedendo una riflessione dei fatti senza alimentare altri incidenti.

Di tutta questa storia resta l'incognita sulla cattura o l'uccisione dei due piloti che i media continuano a rimbalzarsi, mentre Ankara afferma che sono vivi e che sta tentando di portarli in salvo verso la Turchia. In serata Putin comunica l'interruzione delle comunicazioni di guerra con la Repubblica di Erdogan.