Nel giro di pochi giorni e dunque quasi contemporaneamente, lo scandalo Vatileaks e il libro d'inchiesta sugli intrallazzi del Vaticano di Gianluigi Nuzzi, Via Crucis, hanno inferto un doppio schiaffo alla credibilità della Chiesa romana. La quale è in realtà già da diversi anni nel mirino di critiche e accuse per i vari scandali che sono venuti alla luce. Papa Francesco ha portato nella Santa sede una nuova aria, una nuova luce. Una Chiesa più credibile e impegnata per gli ultimi. Meno mondana e affarista. Ma il suo impegno quotidiano, verbale e pratico, deve fare i conti costantemente con nuove notizie che mortificano il suo operato.

Sulla prima pagina del quotidiano romano Il Tempo, è apparsa una lettera di un personaggio definito 'L'uomo che sussurrava ai potenti', in un libro biografico edito da Chiarelettere e scritto a quattro mani da lui stesso e Paolo Madron.

Ovvero Luigi Bisignani, faccendiere ed ex giornalista, ritenuto uno degli uomini più potenti d'Italia. Bisignani ha commentato il libro di Nuzzi, paventando, tra le righe, il pericolo concreto delle dimissioni di Papa Francesco. Ecco cosa ha scritto nella lettera.

''Ci ritroveremo con tre Papi?"

Bisignani, commentando gli ultimi scandali riguardanti Vatileaks, si pone una domanda: "E se ci trovassimo presto anche con tre Papi?". Poi parla del libro di Nuzzi, sottolineando come "pagina dopo pagina si viene immersi in un universo fatto di riti e regole solo apparentemente antiche il cui denominatore comune finora è stata l'inerzia". Ritiene che Francesco sia uno che non si faccia intimidire, almeno che le pressioni in Vaticano non si facciano troppo dure, al punto da indurlo alle dimissioni.

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Come d'altronde di tanto in tanto si lascia sfuggire. Bisignani si augura che quanto sia paventato nel libro di Nuzzi resti solo un rischio. Ma tra le righe, il faccendiere ed ex giornalista fa capire che questa ipotesi sia molto più che un semplice pericolo. E che ci ritroveremo, appunto, con tre Papi. Uno in carica  e due dimissionari.

I fedeli, e i tanti estimatori di Papa Francesco sparsi in tutto il mondo stanno col fiato sospeso.