Dopo l’aumentare dei rischi di un possibile confronto militare tra Turchia e Russia, il giorno dopo l’abbattimento di un bombardiere Sukhoi Su-24 ‘Fencer’ di Mosca da parte di un missile aria-aria lanciato da un F-16 di Ankara, aumentano i sistemi di difesa e di attacco. Un impianto missilistico di difesa aerea verrà installato in una base aerea in Siria, oltre alla scorta di caccia che accompagnerà i bombardieri durante le loro missioni di attacco alle postazioni dello Stato islamico e dei ribelli anti-Assad.

Dispiegamento di missili

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato alla base aerea Hemeimeem nella provincia siriana di Latakia, che si trova ad una cinquantina di chilometri dalla Turchia, batterie di missili S-400 ‘Triumph’ capaci di colpire con estreme precisione bersagli ad una distanza di più di 240 chilometri.

E’ stato inoltre spostato l’incrociatore lanciamissili Moskva al fine di proteggere, col suo sistema di difesa Fort, gli aerei militari. Nella base aerea sono presenti cacciaSu-27SM e Su-30, bombardieri tattici Su-34 e Su-24.

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato la rottura di tutti i legami militari con la Turchia e che si è pronti a distruggere qualsiasi bersaglio che rappresenterà un potenziale pericolo per i loro aerei. Inoltre ha ribadito che d’ora in poi tutti i bombardieri russi saranno sempre scortati dai caccia durante le missioni di combattimento oltre la Siria. Una nuova fonte di paura nello scacchiere mediorientale.

Un nuovo scenario

Questa è stata la prima volta in 50 anni che un paese membro della Nato abbia abbattuto un aereo russo.

Nel caso la Russia abbattesse un aereo turco, la Turchia, come membro Nato, potrebbe proclamarsi sotto attacco e chiedere un’assistenza militare all’alleanza. I due presidenti Putin ed Erdogan si pongono alla loro opinione pubblica come leader forti, e non vogliono fare marcia indietro alla ricerca di un compromesso. Tuttavia la maggior parte degli osservatori ritengono che un confronto militare diretto sia altamente improbabile, ma gli ultimi accadimenti alimenteranno ulteriormente il conflitto siriano complicando gli sforzi internazionali di pace.

La ‘pugnalata alle spalle’, come ha dichiarato Putin, è avvenuta mentre le forze russe stavano lanciando un pesante bombardamento contro le zone controllate dai ribelli siriani nella provincia di Latakia, nelle vicinanze della zona dell’abbattimento dell’aereo. Durante almeno una dozzina di attacchi aerei, mercoledì, le forze filo-governative si sono scontrate con i militanti del Fronte Nusra, affiliato ad al Qaeda, ed i turkmeni, anch’essi insorti.