Era lui la mano, il braccio armato, il coltello dell'Isis: l'uomo che tagliava la gola agli ostaggi più importanti, tra cui diversi giornalisti catturati dallo Stato Islamico, tra cui James Foley, primo reporter ad essere giustiziato. Sgozzava ma non solo, visto che nel suo ruolo rientrava anche l'invio di messaggi di terrore all'Occidente. Dei messaggi che scandiva sillaba dopo sillaba con uno spiccato accento inglese.

Jihadi John era un ventisettenne cresciuto a Londra ma nato in Kuwait. Non solo: il boia dell'Isis, il cui vero nome era Mohammed Emwazi, era anche laureato in informatica presso l'ateneo londinese di Westminster nonché figlio di una famiglia benestante attualmente residente nella parte ovest di Londra.

L'uomo, morto nei pressi di Raqqa dopo un bombardamento studiati dagli Stati Uniti, sarebbe arrivato in Siria nel 2012, informazione confermata anche dai servizi segreti inglesi, dopo aver intrattenuto un rapporto con alcuni esponenti del gruppo terroristico somalo di al-Shabaab