L'anno 2016 comincia all'insegna di alcune importanti novità relative al cosiddetto "delitto di Pordenone" che ha visto la morte di Trifone Ragone e della sua compagna di vita Teresa Costanza. Secondo quanto ipotizzano i PM che curano le indagini l'autore del terribile, il responsabile del duplice omicidio potrebbe effettivamente essere proprio il militare Giosuè Ruotolo, su richiesta precisa della fidanzata Rosaria. Quest'ultima avrebbe chiesto all'uomo una sorta di "prova d'amore".

L'agguato mortale

Era il 17 marzo 2015 quando i due sono stati uccisi. Furono raggiunti da due colpi di pistola mentre stavano chiacchierando nell'auto parcheggiata davanti alla palestra frequentata assiduamente dal militare, noto per essere un grande appassionato di body building.

L'ipotesi è accreditata dai colleghi della stampa specializzata (rivista "Giallo"). Si ipotizza inoltre che Rosaria abbia inviato misteriosi messaggi a Teresa utilizzando un account anonimo su Facebook.I due erano di origini meridionali e si erano integrati perfettamente nella realtà sociale e produttiva di Pordenone, dove sono ricordati come due ottimi lavoratori. La novità sarebbe quindi che da qualche giorno Giosuè Ruotolo, 26enne di Somma Vesuviana, non sarebbe più l’unico indagato. Ora farebbe parte dei sospettati anche la compagna del militare, Rosaria Petrone, ma l'intera vicenda resta in attesa di maggiori approfondimenti.

Facebook e l'anonimato

Obiettivo dichiarato degli inquirenti è ora monitorare tutte le comunicazioni virtuali avvenute tra Trifone Ragone e la fidanzata del suo ex coinquilino Giosuè.

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Vi ricordiamo che anche Trifone, militare di professione, compariva con un nickname sul Social network più gettonato e cioè Facebook. Trifone infatti si firmava semplicemente Luca Bari. A quale scopo? Al momento non è dato saperlo e forse l'inchiesta è destinata a mostrare altre sorprese. Trifone Ragone e Teresa Costanza sono descritti, da chi li conosceva bene, come due giovani innamorati della vita che erano molto attivi sia nell'ambito lavorativo che nel variegato mondo della movida provinciale, amando frequentare pub e locali. Un'ipotesi investigativa accreditata a questo punto è la seguente: Rosaria Patrone aveva attivato un profilo anonimo su Facebook allo scopo preciso di comunicare liberamente con Trifone, il bel soldato convivente di Teresa Costanza, all’insaputa del suo compagno Giosuè Ruotolo. Sono queste tuttavia mere supposizioni in attesa di riscontri certi che al momento non risultano.