Siamo una fase cruciale delle indagini per quanto riguarda il caso di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati di Pordenone uccisi lo scorso 17 marzo. Le ultime notizie su questa triste vicenda sono state riportate da Gigi Di Meo, giornalista di "Telepordenone" che sulla sua pagina Facebook ha diffuso un video sulle indagini in corso. La novità è che potrebbe esserci un terzo indagato dopo Giosuè Ruotolo e la sua fidanzata, Rosaria Patrone. Ecco tutti i dettagli delle ultime indiscrezioni sul caso. 

Delitto di Pordenone, ci sarà un nuovo indagato?

Di Meo ha rivelato che il fratello di Ruotolo avrebbe rilasciato delle false dichiarazioni agli investigatori.

Giovanni, infatti, secondo la versione di Di Meo, raccontò che la sera del 17 marzo (il giorno del duplice omicidio) avrebbe giocato con un videogioco su Internet con Giosuè e che quest'ultimo sarebbe restato a casa. Si tratta di una falsa testimonianza, come già dimostrato dagli inquirenti; inoltre anche Giosuè stesso ha ammesso di essere uscito di casa la sera della morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Dunque, anche Giovanni Ruotolo potrebbe essere iscritto al registro degli indagati per false attestazioni, come già avvenuto per la ragazza di Giosuè. Di Meo ha poi rivelato che ci sarebbe stata una telefonata tra i fratelli Ruotolo la sera del duplice omicidio.

Caso Trifone e Teresa, clamorosa testimonianza

Ma le novità non sono finite qui: un super testimone, infatti, avrebbe rivelato di avere visto un'automobile molto simile a quella di Giosuè Ruotolo la sera del 17 marzo; la vettura sarebbe stata parcheggiata nei pressi del centro sportivo "Crisafulli", il luogo dove Teresa Costanza andò a prendere Trifone Ragone prima che avvenisse il duplice omicidio.

I migliori video del giorno

Il super testimone avrebbe affermato di avere scorto un uomo che avrebbe avuto qualcosa in mano (molto probabilmente un cellulare). Si trattava di Giosuè Ruotolo? Se tale indiscrezione fosse confermata, la posizione dell'indagato si complicherebbe ulteriormente. La svolta sul delitto di Pordenone sembra dunque essere molto vicina