Emergono importanti notizie per quanto riguarda due casi della cronaca italiana che non sono ancora stati risolti: il mistero su Trifone Ragone e Teresa Costanza, uccisi lo scorso 17 marzo, e quello relativo a Yara Gambirasio, la povera tredicenne assassinata sei anni fa. Le utime news sul delitto di Pordenone si concentrano sul falso profilo Facebook utilizzato dai due indagati, i fidanzati Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone. Per quanto riguarda la seconda vicenda, invece, fari puntati sulla lettera di Massimo Bossetti. Ecco tutti i dettagli.

Delitto di Pordenone, l'alibi della Patrone

La verità sul delitto di Pordenone potrebbe emergere dal falso profilo Facebook creato ed utilizzato da Giosuè Ruotolo e dalla sua ragazza, la ventiquattrenne Rosaria Patrone.

Pare infatti che i due fidanzati abbiano minacciato, tramite tale l'account, la serenità di Trifone Ragone e di Teresa Costanza. Quest'ultima sarebbe stata informata di alcune presunte "scappatelle" del suo fidanzato Trifone. Da sottolineare il fatto che gli indagati non hanno mai ammesso l'esistenza di questo profilo; intanto, la Patrone avrebbe un alibi sui messaggi mandati alla Costanza: "Si è trattato di uno scherzo", avrebbe detto la ventiquattrenne di Somma Vesuviana agli inquirenti. Secondo le ultime indiscrezioni, riportate dal Gazzettino, quotidiano che si sta occupando da tempo del caso, la fidanzata di Ruotolo non avrebbe dato particolare importanza all'accaduto.

Yara Gambirasio, l'ira di Bossetti

Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di avere ucciso Yara Gambirasio, ha scritto una lettera ai genitori della vittima, nella quale esprime le sue sensazioni.

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 La missiva, diffusa dal settimanale "Oggi", presenta toni molto forti da parte del carpentiere quarantacinquenne. "Sto da schifo, la mia dignità è stata completamente calpestata e stuprata dai giornali; nessuno è in grado di restituirmi la mia famiglia, mia moglie Marita e i miei amati cani. Sono innocente e non merito di soffrire così tanto", ha scritto Massimo Bossetti.