Poche ore fa da Ginevra, Carissa F. Etienne, direttore della Pan American Health Organization (PAHO), l'agenzia dipendente dall'OMS più informata sulle malattie presenti nel continente americano, divulga un comunicato stampa sul virus Zika.

Le preoccupazioni del direttore

Sebbene il direttore dell'agenzia elogi gli Stati membri per la collaborazione nell'osservare Zika, ritiene rimangano ancora senza risposta le domande circa i legami del virus con microcefalia e sindrome di Guillain-Barré, questo conferma il contenuto del nostro articolo del 24 gennaio scorso. Aggiunge: "Anche se stiamo ancora lavorando per stabilire le causalità con Zika, non possiamo più tollerare la prospettiva di bambini nati con malformazioni neurologiche e più persone di fronte alla minaccia di paralisi a causa di sindrome di Guillain-Barré".

Certo è apprezzabile la franchezza anche se non molto rassicurante il fatto che non ci siano soluzioni rapide per un virus conosciuto dal 1947.

Oltre alla collaborazione delle varie istituzioni scientifiche descritte nella sua dichiarazione, sarebbe auspicabile, come segnalato nell'articolo "Virus Zika, Brasile e sperimentazioni genetiche", che qualcuno accertasse l'operato della Oxitec Ltd, l'azienda britannica che ostenta la manipolazione del DNA sulla zanzara Aedes Aegypti, la principale trasportatrice di virus. Da qualche anno, infatti, esporta il suo "maschio bisex" che ha chiamato "OX513A" per testarlo nelle zone dove si sta verificando il numero esponenziale di microcefalia sui nascituri. Per esempio, in tutto il Brasile sono circa 4000 casi, di cui più di 3000 segnalati nella zona vicino alle sperimentazioni della zanzara transgenica.

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Tutto questo, ovviamente in collaborazione con alcuni dei partner di PAHO, quindi OMS (in inglese WHO). 

Il direttore generale dell'OMS, Margaret Chan, convocherà quindi un Comitato sul virus Zika il prossimo 1 febbraio a Ginevra per accertare se si tratterà un'emergenza di rilevanza internazionale.

Come far fronte a questa emergenza

È vero che in Italia sembrerebbe remota questa casualità, però non dimentichiamo che, se il virus continuasse il suo corso, il tipo di Aedes presente nel nostro paese, conosciuto come zanzara tigre, rimane potenzialmente il vettore principale di Zika, così come lo è stato per un ristretto numero di contagiati di Chikungunya in Romagna nell'agosto 2007. Oltre a questo ricordiamo anche le trasfusioni di sangue infetto, su cui raramente si effettuerebbe uno screening di una malattia per il momento rara.

Per una buona protezione individuale, rimane quindi necessario aggiornarsi ripetutamente sull'evoluzione di Zika, un caso di epidemia che purtroppo, comincia ad essere in odore di pandemia.