"Hai fatto i compiti?" Chi ha figli lo sa, non si finisce mai di dirlo. Un tormentone che ci esaspera la vita da settembre a giugno di ogni anno. E non si finisce mai di studiare. I milioni di alunni italiani lo sanno bene

A richiamare l'attenzione sul tanto sentito argomento è Maurizio Parodi, ex dirigente scolastico di Genova, che ha lanciato recentemente la petizione "Basta compiti", sulla nota piattaforma digitale Change.org, raggiungendo in breve (e non era difficile aspettarselo) la ragguardevole cifra di 10 mila firme. 

In una lettera inviata al quotidiano Repubblica, il signor Parodi scrive: "Diciamo ai ragazzi che devono condurre una vita sana, sportiva, facciamo la guerra alle merendine, ma poi se andiamo a vedere nel concreto, i ragazzi sono costretti a passare ore e ore del pomeriggio su libri e quaderni, e questo dopo mattinate intere seduti in classe".

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La petizione

Parodi ha quindi pensato di utilizzare il famoso sito di petizioni online Change.org, per raccogliere firme per la sua petizione "Basta Compiti". Ad oggi numerosi sono i sostenitori della campagna e tra loro si contano insegnanti, genitori, pedagogisti. Ma a sostenere l'iniziativa anche diverse associazioni come Coordinamento Genitori Democratici, Fondazioni Montessori, Associazione GiocOvunque, Azione sindrome di Tourette, Associazione Manes e tante altre.

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In molti, studenti a parte, considerano i compiti inutili, perché le nozioni apprese a casa non insegnano e non si mantengono nella memoria dell'alunno; dannosi, perché aumentano l'insofferenza che molti alunni hanno nei confronti dell'odiosa e odiata Scuola; discriminanti, perché avvantaggiano chi ha genitori che possono, per tempo o per istruzione, poter seguire i figli; prevaricanti  perché ledono il diritto al riposo e allo svago; sono impropri, perché obbligano i genitori a sostituirsi ai docenti; stressanti, perché generano conflitti a casa; malsani, perché l'eccessiva pesantezza degli zaini porta ad inevitabili conseguenze fisiche.

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Scuola

Parodi ci ricorda che il compito principale della scuola, non è quello di dare un carico extra di lavoro, che assorbirebbe la maggior parte del tempo libero, bensì quello di fornire gli strumenti giusti, insegnare i metodi di studio più efficaci per ottimizzare il rendimento. 

Il bravo ex dirigente scolastico ha voluto sviluppare queste tesi in un libro, che guarda caso, s'intitola proprio "Basta Compiti", edito dalla casa editrice Sonda. Il saggio di 150 pagine contiene contributi di Corrado Augias e di docenti italiani, che hanno sviluppato un vivace dibattito nel network Ning.

Firmata la petizione e partecipato al dibattito, ahimè, ora, è arrivato il momento di "fare i compiti.

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