In Grecia si bada al sodo: trattori in piazza e contestazione contro l'aumento delle tasse e la riforma pensionistica. Gli agricoltori invadono le strade di Atene e si piazzano dinanzi al parlamento dove è riunito il governo retto dal primo ministro  Alexis Tsipras. In Italia occhi e orecchie solo per Sanremo. In Grecia la polizia deve usare le maniere forti lanciando lacrimogeni e bombe assordanti per disperdere i manifestanti che dal canto loro si difendono dicendo di essere scesi in piazza per manifestare pacificamente.  Fatto sta che gli scontri non sono stati evitati. Tutto al contrario, mentre in Italia si guarda con interesse al Festival di Sanremo ed alle performance degli artisti, in Grecia ci si batte per i diritti.

  

L'altra Europa con Tsipras? Non piace più ai greci  

Blocchi stradali ed autostrade chiuse. Soprattutto quella che collega Atene al Peloponneso. E proprio nella capitale il rischio è che non arrivino i rifornimenti e gli alimenti freschi. L'altra Europa di Tsipras e le sue scelte sembrano non piacere più ai greci.  Gli agricoltori del Peloponneso rimangono riuniti nell'istmo di Corinto e non hanno nessuna intenzione di mollare la presa. "Non ce la facciamo più - hanno detto - nel giro di pochi mesi le tasse sono triplicate". In tutto sono circa 68 i blocchi stradali sparsi per la Grecia. I greci rigettano insomma le politiche di austerity imposte dalla Ue e dal Fmi e introdotte dal primo ministro Tsipras. Le proteste non si fermeranno: gli agricoltori hanno annunciato di voler continuare nella lotta anche la prossima settimana.

I migliori video del giorno

Ma in Italia i riflettori sono tutti per Sanremo 

La notizia delle nuove manifestazioni greche nel Bel Paese sembra  non abbia avuto fino ad ora tanto risalto. Tant'è che quasi nessuno ne parla mentre i riflettori erano puntati tutti sul festival più famoso della canzone italiana. Sanremo con i suoi cachet per gli artisti e le stars non ha rivali. E dire che i destini italici fino a qualche tempo fa sembravano legati a doppio filo a quelli dei 'cugini' greci. Anche perché l'agricoltura e la produttività agricola dell'Europa meridionale (Sicilia, Spagna e Grecia in maniera particolare) risentono delle scelte di Bruxelles. L'apertura dei mercati europei all'ortofrutta nordafricana rischia di mandare al collasso un intero settore e sul lastrico intere famiglie. Ma si sa, Sanremo è Sanremo!