Ancora vittime nell'esercito turco. Il secondo attentato in meno di 24 ore, dopo quello di ieri sera ad Ankara, è stato compiuto nel sud-est della Turchia, lungo la strada che collega Diyarbakir al distretto di Lice. Ad uccidere sette componenti di un convoglio militare è stata una mina fatta detonare a distanza.

Nuovi sospetti sulle milizie curde

Anche in questo caso il governo di Ankara è propenso a ritenere le milizie curde dell'Ygp ed il PKK direttamente responsabili del grave accaduto. Tra l'altro nel corso della giornata di oggi è stato identificato l'autore dell'attentato commesso ad Ankara che ha causato 28 morti e 61 feriti.

L'uomo, che si trovava alla guida dell'autobomba ed è morto a seguito dell'esplosione, si chiamava Salih Necar ed era di nazionalità siriana. Secondo fonti vicine al governo turco, sarebbe un componente dell'Ygp che avrebbe agito in collaborazione con il PKK. Era entrato in Turchia di recente, così come hanno testimoniato gli archivi delle forze di polizia che erano in possesso delle sue impronte digitali, rilevate al momento del suo ingresso nel Paese. L'auto utilizzata per l'attentato era invece una Volkswagen che circa due mesi fa era stata presa a noleggio nella città di Bursa ma non era mai stata restituita. Salih Necar si trovava ad Ankara da circa dieci giorni.

In manette 14 persone

Sono 14 le persone arrestate nell'ambito delle indagini svolte dalla polizia turca sull'attentato di Ankara.

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Si tratterebbe di soggetti in qualche modo coinvolti nell'attentato che il governo Erdogan ha ormai attribuito al PKK ed alle milizie curde della Siria, quest'ultime ormai da giorni subiscono i martellamenti dell'artiglieria turca al confine tra i due Paesi. Il primo ministro Ahmet Davutoglu non ha dubbi. "L'attentatore è curdo, i suoi legami con l'Ygp sono chiari ed evidenti. Tutte le persone arrestate sono legate alle forze di autodifesa". Nel mucchio, Davutoglu tira anche il presidente siriano Assad definendo l'Ygp "una pedina del regime siriano". Per il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan, le milizie curde dell'Ygp sono "un'organizzazione terroristica" ed i recenti attentati "dimostrano il legame tra il PKK e le milizie curdo-siriane".