Maxi operazione antimafia oggi a Palermo, condotta dal Nucleo operativo dei Ros dei Carabinieri di Palermo e dai Carabinieri di Monreale. Sono state emesse ben 62 misure cautelari verso persone che sembrerebbero legate ai clan mafiosi di Villagrazia e San Giuseppe Jato. Il comandante dei Ros, Giuseppe Governale, intervistato da SkyTg24, ha definito l'operazione "ad alto valore operativo e simbolico, un colpo duro a due mandamenti storici legati a Bernardo e Giovanni Brusca, Stefano Bontade e Pietro Aglieri".

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Le indagini 

L'operazione è il risultato di due indagini investigative condotte dai Ros e dal Gruppo Carabinieri di Monreale, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, sui clan di Villagrazia-Santa Maria di Gesù e San Giuseppe Jato. In particolar modo, il coordinamento è avvenuto da parte del Procuratore Lo Voi e degli aggiunti Vittorio Teresi e Leonardo Agueci, nonché dai pubblici ministeri Sergio Demontis e Francesca Mazzocco.

Gli inquirenti, dopo mesi di appostamenti, videoregistrazioni ed intercettazioni, sono giunti a delineare il nuovo sistema organizzativo delle suddette organizzazioni mafiose, le nuove leadership e le relazioni con i capi degli altri clan. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nella mattinata del 16 marzo, durante una conferenza stampa organizzata nella palazzina M della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo.

Numerose sono state le perquisizioni e ben 62 i provvedimenti di misure cautelari emessi dal Gip di Palermo, su richiesta della Procura distrettuale locale. Le accuse non si esauriscono solo al reato di associazione mafiosa, ma vanno dal danneggiamento alla ricettazione, fino al favoreggiamento e ai reati in materia di armi

Sembra che i capo clan non vadano mai in pensione. Infatti, secondo gli inquirenti, Mariano Marchese, conosciuto anche con il nome di "zu Mariano" di anni 77, e Gregorio Agrigenti, di ben 81 anni, sarebbero alla guida rispettivamente dei mandamenti di Villagrazia-Santa Maria di Gesù e di San Giuseppe Jato.

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Soggetti già noti alle forze dell'ordine e alla giustizia, poiché avevano già scontato pene per condanne definitive a loro carico.

Da una dichiarazione del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, Col. Giuseppe De Riggi, sembrerebbe che nessuna delle sedici vittime, oggetto di estorsioni, abbia mai denunciato. Questo dato riapre inevitabilmente la questione circa la drammaticità della vita quotidiana dei piccoli commercianti locali, che oltre a combattere contro la crisi e le tasse, devono far fronte pure alle richieste di denaro della criminalità locale.